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Quando non c'era il telefonino

e non esisteva Youtube: alle Gallerie

in mostra i "filmini" dei trentini

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C’era un tempo, pochi anni fa, in cui non c’erano gli smartphone, si usava la macchina fotografica con la pellicola, e i “video” erano girati con le cineprese. In questi giorni, alle Gallerie di Piedicastello, è possibile visitare “Usavamo la cinepresa: storie in formato ridotto”, un’esposizione in cui immagini, oggetti, suoni del cinema amatoriale accompagnano il pubblico lungo la storia del Novecento.

Sono state ben 8.000 le persone che negli ultimi due mesi (dicembre e gennaio) hanno visitato l’esposizione della Fondazione Museo storico del Trentino.

“Usare la cinepresa”, “riprendere” e essere “ripresi” sono azioni, un tempo comuni a molti, che certamente appartengono al passato. Eppure, esperienza e gesto del “riprendere” altro non sono che la “preistoria” di ciò che oggi facciamo continuamente, usando lo smartphone e postando i nostri video sui canali social. Ecco perché il cinema amatoriale ha una natura simile ai moltissimi materiali che quotidianamente vengono caricati su Youtube, Facebook e gli altri social. Ad essere molto diversa è ovviamente la diffusione e la visibilità che questi prodotti hanno.

La mostra è divisa in dieci sezioni dedicate ad alcune delle principali tematiche che caratterizzano i film amatoriali in Trentino: la vita quotidiana e il tempo libero, i viaggi e il divertimento, la montagna e lo sport, i riti familiari e le trasformazioni del mondo del lavoro, della scuola, della società, dei costumi. I visitatori sono immersi in un’atmosfera sospesa e sono circondati da immagini inedite che appartengono al nostro passato, come la Trento degli anni Cinquanta e Sessanta con l’arrivo delle prime automobili in città, i cortei di Lambrette che portavano i trentini nei luoghi di villeggiatura durante il fine settimana, le spiagge del Lago di Caldonazzo, il Lago di Tovel, quando era ancora rosso, il panorama delle Dolomiti, le città che si espandono, i vecchi mestieri e poi ancora matrimoni, momenti familiari, i primi passi dei figli.

Il percorso espositivo è formato da una sessantina di proiezioni che rappresentano solo una piccola parte delle circa 3000 pellicole conservate presso la Cineteca della Fondazione Museo storico del Trentino. Questo viaggio nel passato attraverso gli sguardi della gente comune vuole essere un primo passo per valorizzare tale patrimonio audiovisivo e la sua condivisione con il pubblico: i musei servono anche a questo.

Il cinema amatoriale è caratterizzato da un vastissimo campo di produzioni filmiche – che va dal documentario, al cortometraggio fino ad arrivare al film di famiglia ad uso domestico – realizzate in ambito non professionale a partire dagli anni venti fino agli anni ottanta del Novecento. Si è soliti attribuire il formato da 35 mm alle pellicole cinematografiche, il cineamatore preferiva utilizzare i formati più ridotti come il 9,5 mm, il 16 mm, ma soprattuto l’8 mm e il Super 8.

Questo tipo di cinema, considerato di serie B forse proprio a causa dell’aggettivo “amatoriale” è stato spesso trascurato dalla storiografia e dall’analisi storica. In realtà sono documenti che costituiscono un prezioso strumento per cogliere come sono cambiati il modo di vivere, i riti sociali, i modelli di comportamento, e il modo di rappresentarsi. Le piccole storie in formato ridotto riprese dagli obiettivi delle cineprese incontrano così la grande Storia.
La mostra non è fatta di sole immagini. La storia dei formati ridotti è infatti anche strettamente legata all’evoluzione tecnologica. Ecco perché all’interno del percorso espositivo si trovano anche alcuni oggetti che hanno contribuito alla diffusione del cinema amatoriale: dalle prime cineprese a manovella degli anni venti – in cui ciò che contava era la gestualità, il ritmo del movimento della mano del cineamatore che doveva compiere 17 fotogrammi al secondo – alle cineprese automatiche, con lo zoom integrato, più facili da usare degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Un’altra categoria di oggetti è legata ai sistemi di riproduzione. I proiettori, lungo il Novecento, diventano più compatti, leggeri, si trasformano in veri e propri oggetti di design che si integrano con l’arredo di casa. Il cineamatore nel tempo libero approfondisce le tecniche di ripresa e del montaggio: taglierine, giuntatrici, moviole, colle, pellicole sono solo alcuni degli oggetti che si trovano in mostra che compongono la cassetta degli attrezzi per svolgere un hobby che richiedeva grande passione e dedizione.

La visita al percorso è accompagnata da una colonna sonora composta da alcuni dei brani più famosi della musica italiana. Una playlist di dieci canzoni che ripercorrono gli anni di maggior diffusione del cinema amatoriale per ricreare le emozioni e le atmosfere dagli anni ‘50 e ‘70.

La mostra, curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, è visitabile fino al 3 maggio 2020 presso gli spazi espositivi Le Gallerie a Trento da martedì alla domenica dalle ore 9 alle 18 (ingresso libero).

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