TRENTO. Crescono ancora gli incassi di Trentino Riscossioni. La società pubblica che si occupa di riscossione dei tributi in provincia, ieri ha riunito i soci per la valutazione (e la relativa approvazione) del bilancio d'esercizio. Un'occasione per fare qualche riflessione su alcune dinamiche sia dell'economia sia dei comportamenti dei trentini, nei 161 Comuni (sui 166 del territorio) e nelle 13 Comunità (su u totale di 15) che aderiscono. Crescono gli incassi, si diceva. Un po' perché aumentano i verbali, un po' per l'inflazione: siamo a quota 236.349.520 euro, in aumento costante negli anni (si pensi che nel 2020, per dare un'idea, erano meno di 145 milioni), e in crescita rispetto al 2024 (erano 227.560.269.

Ma da dove vengono i soldi che finiscono nelle case pubbliche attraverso trentino riscossioni? La fetta più grande in assoluto è quella dell'imposta di bollo. La cifra è importante benché in calo: 83.053.409. Evidentemente, e giova ripeterlo ancora una volta, come spesso si ribadisce quando si parla di auto, una cifra che sembra enorme, rispetto al numero di macchine che acquistano i trentini, ma che è dovuta al regime fiscale di favore che le società di noleggio hanno in caso di immatricolazioni in Trentino (o in Alto Adige), se hanno la sede nella nostra regione.

Ecco perché risultano acquistate qui molte più auto di quelle che circolano effettivamente. Così si spiegano gli oltre 83 milioni di euro pagati in bollo alle casse pubbliche (nel 2024 erano mezzo milione in meno).Poi ci sono le multe, che tanto fanno arrabbiare gli automobilisti. E che da tanto tempo risultano in crescita costante e robusta. Basti qualche numero: nel 2020 per conto delle polizie locali dei Comuni soci erano stati riscossi 8,4 milioni di euro. Nel 2025, questa cifra è schizzata: 18.925.454 euro, ma a ben guardare la crescita a questa voce è stata costante: 10,6 milioni nel 2022, 16 milioni nel 22023, 19 milioni nel 2024.

Per altro nel 2025 non sono aumentate le sanzioni (anzi calate) ma è cresciuto l'importo: cambia poco, gli automobilisti trentini poco attenti alle regole del Codice della Strada contribuiscono in modo piuttosto generoso ai bilanci degli enti pubblici.

Ma il bilancio di Trentino Riscossioni parla anche di economia e di come evolve il sistema trentino, per lo meno in certi ambiti. Nel corso degli anni è cresciuta anche, e in modo notevole, l'entità della tassa di soggiorno. È il risultato di annate con il segno più davanti alla cifra delle presenze, un po' in tutto il territorio provinciale. La prima conseguenza, è la crescita della tassa, quasi triplicata dal 202: nel 2025 sono stati riscossi 30.863.029 euro, 1,6 milioni di euro in più, rispetto al 2024.In calo invece l'Ici (diventata poi Imup), ad oltre 5,6 milioni nel 2022, e nel 2025 fermo a 3.555.1138 euro.

Tutt'altro discorso, quello dell'attività più delicata di Trentino Riscossioni. Quella che riguarda chi, per incuria , dimenticanza o solo perché sperano di non rimanere invischiati nelle maglie dei controlli, non pagano quando è ora. Anche questa categoria di incassi vede u aumento netto, e da tempo: la riscossione coattiva, per dare una misura dell'evoluzione, valeva 4,1 milioni di uro nel 2020, mentre l'anno scorso ha sfiorato i 21 milioni di euro. Dal punto di vista della gestione, Trentino Riscossioni, guidata dal direttore Alessandro Osler, conta su 56 dipendenti, e ha rafforzato quest'anno, aumentando di 4 unità il personale direttivo.