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ROVERÉ DELLA LUNA. A Roveré della Luna si riapre una partita strategica che tocca l’economia locale, il tessuto sociale e le prospettive di sviluppo di un intero territorio. La giunta provinciale ha infatti approvato la riapertura dei termini per l’assegnazione della concessione mineraria della dolomite denominata Dosseni. L’area, estesa su poco meno di 36 ettari, contiene un giacimento stimato in circa 850 mila mc di materiale estraibile nei prossimi vent’anni. La decisione segue l’assenza di offerte entro la scadenza estiva. Ora il termine per la presentazione delle domande è stato fissato al 4 dicembre, mentre l’apertura delle buste avverrà il 9 dicembre a Trento. La dolomite estratta a Roverè della Luna è considerata una risorsa strategica. Trova impiego nella siderurgia, nella produzione di vetro, in agricoltura e nei processi di depurazione.
L’importanza del giacimento è cresciuta anche a livello comunitario, poiché il magnesio è stato inserito tra le materie prime critiche. Questo conferisce al sito di Roverè un valore aggiunto, rafforzando il suo potenziale nel panorama produttivo. La concessione avrà durata ventennale e la riapertura dei termini avviene nell’ambito della procedura prevista dal regolamento provinciale per l’assegnazione delle concessioni minerarie. Il Comune beneficerà di un ritorno economico costante grazie al canone legato al materiale di cava associato e a un corrispettivo annuo stimato in 37 mila euro. A questo si aggiunge il canone di concessione versato alla Provincia.
La convenzione firmata tra Provincia e amministrazione comunale definisce anche le modalità di utilizzo delle aree gravate da uso civico, sospeso per l’intera durata della concessione. Un punto centrale riguarda la tutela ambientale e le condizioni poste alla futura gestione della miniera. L’aggiudicatario dovrà presentare un piano dettagliato che preveda modalità di coltivazione sostenibili, misure di mitigazione degli impatti, risparmio energetico e idrico, abbattimento delle polveri e anche contenimento del rumore. È richiesto anche un piano di sviluppo ventennale con cronoprogramma operativo precisi e un impegno concreto sul fronte occupazionale.


