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ROMA. L'Associazione Italiana di Agroecologia (Aida), con il supporto di altre 22 associazioni firmatarie ha inviato, nei giorni scorsi, una lettera aperta al Ministero della Salute e al Ministero dell'Agricoltura chiedendo di aprire un confronto sul tema dei formaggi a latte crudo. In particolare dopo l'emanazione da parte del dicastero alla Salute di linee guida che possono mettere a rischio la sostenibilità economica delle attività e con essa l'azione di presidio su interi territori. Esse, inoltre, "in quanto difficilmente applicabili, possono spingere molti produttori ad adottare la pastorizzazione modificando valori nutrizionali e organolettici di questi prodotti" sottolinea Aida.
L'associazione fa notare che le linee guida penalizzerebbero in modo particolare le aziende medio-piccole, in gran parte dislocate in aree montane, che allevano in modo etico, tradizionale, con grande rispetto del benessere animale, che ricorrono al pascolo e utilizzano e mantengono prati stabili con grande beneficio ambientale. Pur riconoscendo l'importanza dell'informazione per segnalare il potenziale rischio per le categorie fragili, ritiene che la stessa debba essere fatta in modo completo e con toni adeguati, senza allarmismi e evidenziando anche i benefici della lavorazione a crudo. Per tutto questo AIda, insieme alle altre sigle, chiede ai Ministeri di ripensare le linee guida per la gestione del rischio da Stec, e di intraprendere un confronto condiviso con il mondo produttivo, nonché una corretta campagna di informazione ai consumatori.


