TRENTO. La Provincia vuole entrare in Itas e lo vuole fare in tempi brevi. Non è un caso che l'emendamento per rendere possibile l'operazione sia collegato alla manovra anticrisi, in discussione da martedì in consiglio provinciale e destinato ad un iter più snello dell'ordinario.

L'idea è quella di entrare nel colosso assicurativo con 2,85 milioni di euro da conferire nel capitale, per diventare soci sovventori.

E per avere quindi il diritto di sedersi al tavolo del Cda.

«È un'operazione di sistema» annuncia il presidente Maurizio Fugatti.

Soprattutto, sembra un'operazione che chiarisce la strategia di politica economica e finanziaria dell'esecutivo a trazione leghista.

Mediocredito poteva sembrare un'idea estemporanea, era solo il primo passo.

Al di là degli equilibri che si sono creati, al di là delle scelte sulle persone o delle nuove alleanze, quell'operazione ha detto una cosa: la Provincia ha cambiato approccio rispetto al passato.

Tramontata l'ipotesi di cedere le proprie quote, ha valorizzato al contrario la propria presenza in Cda incidendo sulle scelte e gli equilibri della governance. Perché una banca corportate è strategica per sostenere il percorso verso la ripresa delle aziende del territorio. E la Provincia vuole avere voce in capitolo in questa fase.

Adesso arriva Itas.

Una scelta accolta alle Albere con soddisfazione: «L'ingresso della Provincia nel capitale di Itas rappresenta per la società una importante partnership territoriale», dichiarano il presidente di Itas Mutua Giuseppe Consoli e l'amministratore delegato Alessandro Molinari.

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