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ROMA. Grandi gabbie con dentro attiviste e attivisti di Greenpeace mascherati da mucche e maiali hanno accolto questa mattina all'ingresso della Fao a Roma i delegati che partecipano alla seconda Conferenza mondiale sulla trasformazione sostenibile dell'allevamento delle Nazioni Unite. In occasione del summit, Greenpeace ha inoltre lanciato un appello firmato da oltre 90 organizzazioni ambientaliste, per lo sviluppo, l'alimentazione e l'agricoltura, tra cui anche Action Aid International, Oxfam International e l'Alleanza per la sovranità alimentare in Africa: un invito ai governi a ridurre urgentemente le emissioni agricole e a sostenere una giusta transizione da un'agricoltura di tipo industriale a un sistema alimentare basato sull'agroecologia, per contenere l'aumento della temperatura media globale entro 1,5°C e proteggere ecosistemi vitali come l'Amazzonia.
La lettera arriva poche settimane prima della COP30 sul clima che riunirà i leader mondiali in Brasile, dove si prevede una presenza significativa dei lobbisti del settore agricolo. «La zootecnia industriale sta inquinando l'acqua, impoverendo i terreni e accelerando il riscaldamento globale. Eppure, i giganti della carne e dei latticini continuano a promuovere soluzioni tecnologiche riduttive o false, bloccando la vera trasformazione di cui il nostro sistema agroalimentare ha urgente bisogno», dichiara Simona Savini della campagna Agricoltura di Greenpeace Italia.


