TRENTO. Il vino trentino cerca di tenere botta e non arrendersi ad un mercato instabile, soprattutto per via dei dazi americani. L'export però arranca e confrontando i dati del 2023 con quelli del 2025, forniti dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio emerge un quadro frastagliato. La tendenza è quella di una netta diminuzione delle esportazioni. Considerando le vendite in tutto il mondo in due anni si sono persi circa 75 milioni di euro, un calo del 16,9%. Situazione analoga per quanto riguarda gli Stati Uniti con 35 milioni di euro in meno derivanti dall'export (-18%).

Anche in Germania, storicamente una delle principali acquirenti del vino Trentino, si sta arrancando con un calo di 8,66 milioni di euro. Resta stabile il mercato britannico che anzi porta alla Provincia oltre 5 mila euro in più (+0,01%). Se da un lato i principali importatori comprano meno vino, dall'altro si registrano interessanti aumenti in altri Paesi. In Colombia ad esempio, si è passati dai 36 mila euro generati dall'export del 2023, ai 163 mila euro dello scorso anno (un aumento circa del 350%). Guardando un'elaborazione dell'Organismo di controllo della Camera di Commercio, si può fare una riflessione anche sugli ettolitri di vino Doc/Igt imbottigliati. Dal 2019 al 2025 il totale parla di un aumento di circa 48 mila ettolitri, ma rispetto al 2024, il calo è evidente con quasi 765 mila ettolitri (erano 806 mila). Un quadro complesso che ha bisogno di una spinta e quale occasione migliore per raccontare la viticoltura del Trentino se non quella del Vinitaly.

Manca sempre meno infatti all'appuntamento per eccellenza per enologi e amanti del vino. Da domenica 12 a mercoledì 15 aprile a Verona Fiere andrà in scena la 58ª edizione del Vinitaly e anche quest'anno il Trentino avrà un ruolo da assoluto protagonista. Il Padiglione 3 sarà totalmente occupato da proposte trentine grazie ad una capacità di fare squadra non indifferente. Un "sistema" sostenuto dalla Provincia, da Trentino Marketing e dalla Fondazione Edmund Mach che vedrà protagonisti il Consorzio Vini del Trentino, l'Istituto Tutela Grappa del Trentino, l'Istituto Trento Doc.

A completare questo mosaico d'identità, la presenza delle tre grandi arterie del gusto: la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti. Il Vinitaly come sottolineato dall'assessora provinciale all'agricoltura e promozione dei prodotti trentini Giulia Zanotelli rappresenta «una vetrina di grande valore per il settore enologico trentino e per la capacità del territorio di esprimere qualità e identità».La forza della proposta trentina si riflette in numeri importanti: all'interno del padiglione, saranno presenti 38 aziende, mentre altre 19 realtà produttive saranno distribuite negli altri spazi della fiera. La promozione territoriale sarà a 360 gradi, non si tratterà solo di degustare grandi vini - dalla struttura identitaria del Teroldego Rotaliano, passando per l'eleganza del Marzemino, la versatilità dei bianchi come Müller Thurgau o Nosiola fino alla freschezza del Trentodoc - ma di vivere un'esperienza sensoriale completa offrendo ai visitatori un viaggio immersivo nei paesaggi alpini.Anche il mondo dei distillati si rinnova.

L'Istituto Grappa del Trentino, oltre alla classica mescita, proporrà cocktail e miscelati che utilizzano la grappa come base principale, unendo il tradizionale distillato di vinacce a ingredienti freschi, agrumati o erbacei per intercettare i gusti dei nuovi consumatori. L'obiettivo strategico per il 2026 è consolidare il posizionamento dei vini trentini come simboli di una qualità autentica, sostenibile e capace di rispondere a un mercato globale sempre più attento all'origine e alla trasparenza produttiva.Il Direttore Generale del Consorzio Vini del Trentino Graziano Molon spiega: «Al Vinitaly 2026 vogliamo mostrare come il Trentino sia riuscito a fare sistema, unendo la forza della cooperazione all'estro delle realtà aziendali più piccole. Il consorzio ha una novantina di soci e guarda al futuro positivamente. Nonostante il momento storico non favorevole, il vino trentino sta tenendo.

La Fiera sarà l'occasione per promuovere i nostri prodotti e per far conoscere il territorio trentino nella sua interezza sia da un punto di vista enogastronomico sia da una prospettiva che unisce tradizione e turismo. La produzione trentina è circa 70% bianco, 30% rosso e conferma un trend di vendita che sta premiando il Pinot Grigio e le bollicine».