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TRENTO. Annullare le gare sul call center di Dolomiti Energia e valutare l’internalizzazione del servizio, oppure ripartire con un nuovo bando unico che rispetti pienamente norme e tutele del lavoro. È la richiesta avanzata dal capogruppo provinciale del Pd Alessio Manica e dalla deputata Sara Ferrari, che in una nota esprimono “sconcerto” per quanto starebbe emergendo sugli appalti legati all’assistenza clienti della società.
Secondo i due esponenti dem, uno dei due appalti sarebbe affidato a una società che applica un contratto definito “pirata”, mentre il nuovo affidamento oggi gestito dalla trentina Gpi con il contratto dei metalmeccanici, a tutela di oltre cinquanta addette e addetti, potrebbe passare a Luo Srl. Nella nota, Manica e Ferrari ricordano anche una recente condanna del Tribunale di Trani per comportamento antisindacale a carico della società indicata.
Per il Pd, la scelta avrebbe ricadute dirette soprattutto sulle lavoratrici del call center, che rappresentano la maggioranza del personale coinvolto. I due firmatari sostengono che un’azienda a controllo pubblico non possa costruire il proprio sistema di fornitori sul contenimento dei costi a discapito dei diritti, dei salari e delle garanzie previste sul territorio trentino. Da qui la richiesta di fermare l’iter e di rivedere complessivamente la gestione del servizio.
Nella stessa presa di posizione, Manica e Ferrari chiamano in causa anche la Provincia di Trento e i due principali Comuni soci, sollecitando un intervento immediato per ottenere l’annullamento delle gare. Il messaggio politico è netto: quando si chiede alle imprese private di rispettare contratti e diritti dei lavoratori, concludono i due esponenti del Pd, il settore a controllo pubblico deve essere il primo a dare l’esempio.
Dolomiti Energia, da parte sua, rivendica la correttezza del proprio operato e il ruolo di presidio a tutela dei lavoratori. La società sottolinea di seguire con attenzione tutte le fasi della procedura e di vigilare sul rispetto delle clausole sociali previste dal bando.
Nel dettaglio, il gruppo ribadisce che continuità occupazionale, diritti e condizioni di lavoro sono elementi centrali e non negoziabili. In questo senso, viene evidenziato l’impegno a intensificare il confronto sia con il futuro operatore sia con le rappresentanze dei lavoratori, per garantire l’applicazione concreta delle tutele previste dalla normativa e dagli accordi.
A sostegno della propria posizione, Dolomiti Energia richiama anche un pronunciamento del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, che ha riconosciuto la legittimità della procedura. La sentenza ha stabilito che la società ha operato nel rispetto delle norme, che la gara prevede una clausola sociale a tutela dell’occupazione e che non si configurano violazioni dei diritti dei lavoratori né rischi di precarizzazione.
Sul fronte sindacale, l’azienda evidenzia di aver proposto un protocollo per rafforzare le garanzie a favore degli addetti coinvolti. Secondo la ricostruzione fornita, la Fiom non avrebbe aderito all’intesa, scegliendo invece la via del ricorso amministrativo. Nonostante ciò, la società conferma la disponibilità a proseguire il confronto con tutte le organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di tutelare occupazione e condizioni di lavoro.


