Un colpo di mannaia sui loro risparmi che potrebbe arrivare fino al 40%: è quello che si aspettano ormai i correntisti con depositi oltre 100 mila euro nelle due maggiori banche cipriote - la Bank of Cyprus e la Laiki Bank - al centro del piano di ristrutturazione del sistema bancario di Cipro concordato dal governo di Nicosia con l'Eurogruppo per evitare la bancarotta.
E la sola Chiesa ortodossa ha calcolato di avere già perso oltre 100 milioni di euro di capitale.
A dare la scioccante notizia è stato il ministro delle Finanze Michalis Sarris, parlando alla Bbc. Il ministro ha precisato anche che i controlli sui conti e i depositi per evitare una fuga di capitali «si protrarranno per alcune settimane». A Cipro le banche sono rimaste ieri chiuse per il decimo giorno consecutivo (nonostante la Banca Centrale ne avesse annunciato la riapertura) e migliaia di studenti liceali si sono riversati nelle strade della capitale scandendo slogan contro la troika e i banchieri locali, ritenuti responsabili della situazione attuale. Alle proteste hanno preso parte anche alcune centinaia di bancari che rischiano di perdere il lavoro insieme con migliaia di loro colleghi.
Mentre il contante continua a scarseggiare perchè l'importo che si può prelevare dai bancomat è sceso ad un massimo di soli 100 euro, il ministero delle Finanze, d'accordo con la Banca Centrale, ha annunciato che anche gli sportelli degli istituti di credito non coinvolti nella ristrutturazione sarebbero rimasti chiusi.
Bank of Cyprus e Laiki Bank, si era detto, avrebbero riaperto i battenti giovedì ma adesso - dal momento che lunedì a Cipro è una festività civile - sono in molti a temere che la riapertura delle banche possa slittare a martedì prossimo per dare tempo agli istituti di prepararsi meglio al temuto assalto di clienti.
La penuria di contante sta creando anche situazioni caotiche e paradossali: nelle sedi distaccate del ministero del Lavoro, per riscuotere il pagamento dei contributi previdenziali, gli impiegati non accettavano come da prassi consolidata assegni bancari, ma esigevano denaro contante.
Notizie più rassicuranti, invece, circa le succursali delle banche cipriote in Grecia sono arrivate da Atene dove la Banca del Pireo ha ufficializzato l'acquisto, per 524 milioni di euro, delle filiali greche di Cyprus Bank, Laiki Bank ed Hellenic Bank. Passate sotto l'ombrello greco, le filiali delle banche in Grecia non subiranno le perdite imposte ai loro ormai ex gruppi ciprioti e potranno riaprire.
Nel quasi impossibile tentativo di tranquillizzare i ciprioti, in serata il ministro Sarris ha dichiarato che «l'uscita di Cipro dall'eurozona...è un'ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione».
Cipro, caos totale code ai bancomat
Un colpo di mannaia sui loro risparmi che potrebbe arrivare fino al 40%: è quello che si aspettano ormai i correntisti con depositi oltre 100 mila euro nelle due maggiori banche cipriote - la Bank of Cyprus e la Laiki Bank - al centro del piano di ristrutturazione del sistema bancario di Cipro concordato dal governo di Nicosia con l'Eurogruppo per evitare la bancarotta. E la sola Chiesa ortodossa ha calcolato di avere già perso oltre 100 milioni di euro di capitale
27 marzo 2013 • 07:42

