TRENTO. Ripensare il Green deal voluto da Bruxelles e le misure a favore della sostenibilità ambientale nel settore agro-alimentare. E difendere le proprie produzioni dalla «concorrenza sleale» di quelle extra Ue. Una piattaforma comune, transnazionale che in ogni Paese si declina con richieste ai rispettivi governi.

Il primo imputato è l'Ue, contro i nuovi requisiti inseriti nella Pac (la politica agricola comune) e l'accusa del settore di pagare da solo i costi della transizione ecologica. Ma c'è chi se la prende contro il proprio governo, rivendicano più aiuti contro l'inflazione e il caro prezzi, dai carburanti ai concimi.

Oggi i trattori assediano Bruxelles in vista del vertice Ue straordinario sulla revisione del bilancio e sui nuovi aiuti all'Ucraina, presente anche la Meloni. Ieri sera colloquio tra Macron e Orban. Davanti alla sede del Consiglio europeo prevista per oggi la manifestazione dei trattori, con l'Ue che prova a mitigare le proteste annunciando il rinnovo delle deroghe sull'agricoltura.

Altre manifestazioni anche in Italia.

Ecco i principali punti della protesta.

- Pac e terreni a riposo: gli agricoltori sono contro l'obbligo di tenere a riposo il 4% del terreno per poter accedere ai fondi, come prevede la Politica agricola comune rivista nel 2021 ed entrata in vigore nel 2023 per aumentare la sostenibilità ambientale.

- Nessun taglio dei sussidi: è il nodo che ha spinto gli agricoltori tedeschi a scendere in strada a dicembre, dopo che il governo aveva tagliato sussidi e benefici agricoli vecchi di decenni, tra cui i benefici fiscali per il gasolio, puntando a risparmiare 900 milioni l'anno nell'ambito dei 17 miliardi di tagli previsti dalla manovra finanziaria.

- No all'accordo Ue-Mercosur: la protesta dei trattori francesi ha esacerbato la già forte opposizione di Parigi all'accordo di libero scambio tra l'Ue e il blocco sudamericano Brasile-Argentina-Uruguay- Paraguay. I francesi ritengono che l'intesa danneggi le produzioni nazionali.

- Le altre rivendicazioni: tutti chiedono redditi maggiori, sostegni economici a difesa delle produzioni locali, ma anche interventi per rispondere al cambiamento climatico, alle epidemie, tutele contro l'aumento dei prezzi di energia e gasolio.