TRENTO. Non è solo l’energia a risentire del conflitto. La guerra in Medio Oriente si sta scaricando sui prezzi al dettaglio di un’ampia gamma di prodotti, e per alcuni beni i listini risultano oggi raddoppiati rispetto a un anno fa. A lanciare l’allarme è Assoutenti, che ha analizzato gli ultimi dati Istat sull’inflazione per individuare i comparti più colpiti.

Pesante il conto sulla spesa alimentare. Gli ortaggi a frutto (pomodori, zucchine e zucche, melanzane, peperoni e cetrioli) a ottobre costano quasi il 31% in più su base annua. Fragole, mirtilli e frutti di bosco salgono del 29,3%, mentre cavoli, cavolfiori, broccoli, asparagi, cicoria e insalata crescono del 13%.

Rincari anche per i legumi (+11,7%) e per cipolle, carote e aglio (+11,1%). Seguono uova (+7,3%), patate (+7,2%), frutta (+4,3%) e carne (+4,2%).

Sul fronte dell’energia, il gas a ottobre registra un +56,8% sul mercato tutelato e un +35,7% sul libero rispetto a un anno fa. L’elettricità sale del 60,2% sul tutelato e del 32% sul libero. Il gasolio da riscaldamento segna +45,6%, mentre legna e pellet aumentano del 9,7%.

Tra i rincari più vistosi figurano quelli del comparto tecnologico: i supporti per la registrazione come cd e dvd salgono del 107,8%, hard disk, chiavette usb e schede di memoria del 41,1%, computer, laptop e tablet del 29,5%.

Effetti a catena anche sui trasporti: voli internazionali +9,1%, corrieri e consegna pacchi +8%, traghetti +5,4%, autobus e pullman +3,1%. 

Secondo il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, nessun settore è immune dalle conseguenze del conflitto e i listini continuano a crescere mese dopo mese, con ricadute pesanti sui bilanci familiari. A preoccupare, sottolinea, è soprattutto l’impatto su alimentari, energia e trasporti, voci di spesa a cui le famiglie non possono rinunciare. «L’Italia sta tornando velocemente ai valori della crisi del 2022», avverte Melluso, che chiede al governo di intervenire in tempi brevi su energia e carburanti, considerati il motore dell’effetto domino sui prezzi.