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DAKAR. "Oggi è l'inizio di un'azione forte per portare qui le imprese italiane con il loro know-how, con i loro prodotti e per poter organizzare delle joint venture per importare i nostri prodotti". La seconda tappa della missione in Africa dei ministri Antonio Tajani e Matteo Piantedosi vuole aprire un nuovo capitolo di relazioni con il Senegal, a partire dai rapporti economici ma anche attraverso la cooperazione nel contrasto al traffico di droga e di esseri umani e nella lotta al terrorismo, al centro di due accordi siglati dal titolare del Viminale. Aprendo a Dakar il Forum imprenditoriale Senegal-Italia, Tajani ha ribadito che "l'Africa è un continente molto ricco e noi siamo pronti a portare il nostro sapere per poter sostenere questo continente ricco di risorse e di cittadini. Non vogliamo avere un ruolo neocoloniale, piuttosto il contrario, vogliamo avere un ruolo di partenariato".
Il piano Mattei "è una parte della nostra strategia, bisogna fare molto di più in tutti i settori, economici, commerciali, ma anche a livello politico", è il messaggio del vicepremier, che insieme a Piantedosi ha incontrato il presidente della Repubblica del Senegal, Bassirou Diomaye Diakhar Faye, il ministro per l'Integrazione Africana, gli Affari Esteri e i Senegalesi all'Estero, Cheikh Niang, e il ministro dell'Interno, Mouhamadou Bamba Cissé. Per l'Italia, il Senegal è un partner economico-commerciale strategico in Africa subsahariana e rappresenta il 4° mercato di destinazione dell'export nella regione. Se lo scorso anno l'interscambio commerciale ha raggiunto i 339 milioni di euro, nel periodo gennaio-luglio 2025 ha registrato un aumento pari a +109,5 % rispetto al medesimo periodo del 2024, trainato sia da esportazioni (+13,5%) che dalle importazioni (+221%). Ma questo andamento va rafforzato, secondo Tajani.
E il forum imprenditoriale è l'occasione giusta: "Abbiamo accompagnato qui un centinaio di imprese che vogliono investire, è un Paese dove si svilupperà il turismo e ci sono opportunità su energia e agricoltura", ha detto il vicepremier, alla presenza del quale sono stati siglati tre accordi: tra Ice e Asepex per rafforzare commercio e investimenti; fra Cdp, Simest e l'Agenzia nazionale per la promozione degli investimenti e dei grandi progetti (Apix) per promuovere gli scambi bilaterali e gli investimenti reciproci; tra Bonifiche Ferraresi e Ifad per l'agricoltura sostenibile. "Questa è un'opportunità per iniziare una cooperazione più forte fra le nostre imprese. Noi abbiamo bisogno di materie prime" e "voi le avete", ha detto Tajani rivolgendosi alle autorità senegalesi. "Noi possiamo portare le nostre conoscenze e la trasformazione qui per poter rafforzare l'economia senegalese, per aumentare il lavoro per i giovani senegalesi. E con un accordo win-win potremo acquistare le materie prime a dei prezzi vantaggiosi. Ecco la nostra strategia".


