Zootecnia

Troppa offerta in Italia e all’estero, Latte Trento ai soci: “Tagliate la produzione”

“Il prezzo del latte spot (quello conferito sfuso in cisterna, venduto solitamente franco arrivo, ndr) è arrivato a toccare anche i 24 centesimi al litro, quando appena a luglio era a 70 centesimi. Questi sono da sempre i mesi in cui il prezzo subisce una flessione, ma in questo caso il calo è iniziato senza alcuna inversione già da agosto”

TRENTO. Notte fonda per il settore della zootecnia: Latte Trento chiede ai propri soci di ridurre il più possibile la produzione. Ad ogni costo, anche «intervenendo sulla rinuncia agli animali problematici o poco performanti e su tutto ciò che si può fare nella gestione economica della mandria per migliorare costi e ricavi facendo attenzione a non produrre di più con spese che non verranno ripagate dal minor reddito».

La crisi è pesante, «la peggiore almeno degli ultimi vent'anni», spiega il vicepresidente Ezio Valenti, nel commentare la lettera inviata dal presidente Renato Costa, dai toni foschi più che mai: “Siamo davanti a una situazione particolare e dopo un periodo con un valore dignitoso del latte e di buone remunerazioni è arrivata una crisi di proporzioni mai viste con prezzi bassissimi e con difficoltà enormi nel trovare la collocazione della materia prima in esubero, sia in Europa che in Italia”.

Le vendite hanno subito una forte flessione perché tutti hanno lo stesso problema e quindi per non buttare, propongono condizioni fortemente al di sotto del costo e addirittura al solo prezzo di raccolta. Abbiamo davanti i mesi più difficili e qualsiasi accorgimento in questa direzione aiuta a gestire la criticità. Dobbiamo cercare di gestire tutti insieme al meglio la situazione in attesa di tempi migliori”.

A parlare sono le cifre. Non tanto quelle che Latte Trento garantisce ai soci conferitori ma quelle del mercato, la vera spina nel fianco, come spiega Valenti: “Il prezzo del latte spot (quello conferito sfuso in cisterna, venduto solitamente franco arrivo, ndr) è arrivato a toccare anche i 24 centesimi al litro, quando appena a luglio era a 70 centesimi. Questi sono da sempre i mesi in cui il prezzo subisce una flessione, ma in questo caso il calo è iniziato senza alcuna inversione già da agosto. Probabilmente a causa di una sovrapproduzione in tutta Europa, che ha fatto crollare il prezzo”.

Al momento, spiega Valenti, Latte Trento riesce a garantire altri prezzi ai propri soci, lontani dai 24 cent, ma è inevitabile che con il mercato a premere con certi prezzi poi sia sempre più dura per chi da anni investe nella qualità, nel benessere animale, nella cura dei passaggi della filiera, tutti elementi che hanno costi che non possono essere assorbiti dal produttore».

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