L’Italia regina delle mele: record mondiale nell’export e sorpasso su Usa e Cina
La campagna 2025 segna un record storico per la melicoltura italiana: con una quota del 16% del commercio globale, l’Italia supera Stati Uniti e Cina nell’export per valore. Produzione stabile a 2,3 milioni di tonnellate, qualità elevata e forte crescita delle esportazioni
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TRENTO. L’Italia conquista il primato mondiale nell’export di mele per valore delle spedizioni, superando Stati Uniti e Cina e raggiungendo una quota pari a circa il 16% del commercio globale. È quanto emerge dal nuovo monitoraggio di Ismea, che fotografa una campagna 2025 particolarmente positiva per la melicoltura nazionale.
La produzione è stimata in 2,3 milioni di tonnellate, sostanzialmente in linea con il 2024 ma in crescita del 5% rispetto alla media 2022-2024. A trainare il risultato sono una qualità elevata del prodotto e un export da record. Sul piano varietale, la Golden Delicious resta la cultivar più diffusa, seguita dal gruppo Gala e dal trio Granny Smith, Fuji e Red Delicious. Accanto alle varietà storiche cresce il peso delle nuove cultivar, che superano complessivamente le 300 mila tonnellate, segnale di innovazione dell’offerta e di ricerca di maggiore differenziazione e valore.
Anche sul fronte commerciale interno la Golden Delicious mantiene un ruolo centrale nelle vendite al dettaglio, mentre le Gala si confermano tra le più dinamiche. Buona la tenuta, in base alle fasi di campagna, anche per Granny Smith e Red Delicious. Ancora più rilevanti i numeri dell’estero: nella campagna 2024/25 l’Italia ha registrato un saldo commerciale di circa 1,146 miliardi di euro, grazie all’export di oltre 1,06 miliardi di chilogrammi di mele. Rispetto alla stagione precedente si tratta di aumenti pari rispettivamente al 19% in valore e al 24% in volume.
A sostenere la filiera, oltre al lavoro delle imprese e delle Organizzazioni dei Produttori, intervengono anche strumenti pubblici dedicati a innovazione e competitività. In particolare il Masaf opera attraverso i contratti di filiera, finanziati in larga parte con risorse del Pnrr: nel comparto ortofrutticolo sono stati mobilitati oltre 563 milioni di euro, a fronte di investimenti complessivi pari a 893 milioni, cui si aggiunge il sostegno garantito dalla Pac.