Agricoltura

Fugatti convoca Broch: «La zootecnia deve restare unita»

Vertice con il presidente degli allevatori. Concast, si cerca una via di mediazione utile a tutti. Due i temi sul tavolo: Latte Trento e la riorganizzazione dei costi

di Chiara Zomer

TRENTO. Il confronto al vertice dei giorni scorsi tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il presidente degli allevatori Giacomo Broch è arrivato in un momento delicato per il settore zootecnico, sul quale evidentemente gli occhi del presidente sono ben piantati.

Perché le due partite sul tavolo in questo momento - la riorganizzazione commerciale di Concast e la questione della possibile uscita dal consorzio di Latte Trento - riguardano un po' il mondo dell'agricoltura ma un po' anche il modello del Trentino che si vuole mantenere. Per questo evidentemente, oltre all'assessora all'Agricoltura Giulia Zanotelli, che questa mattina dovrebbe tornare sull'argomento per rispondere ad una question time presentata dalla consigliera del Patt Maria Bosin, ha deciso di intervenire personalmente anche il presidente.L'ultima fibrillazione in un mondo che si sta riorganizzando e quindi attraversa un passaggio per definizione piuttosto faticoso, è come detto la questione commerciale dentro Concast.

Su spinta dell'affiancatore Franco Paoli, il Cda ha votato a maggioranza (5 a 7, per le liturgie della cooperazione significa spaccatura netta) un nuovo sistema di divisione dei costi del consorzio di secondo livello tra caseifici. In sintesi, anziché pagare per i singoli servizi, i caseifici dovrebbero conferire a Concast 15 centesimi al litro, qualsiasi sia la lavorazione (e la commercializzazione conseguente) che si fa di quel latte e dei prodotti derivati.

Un sistema che può piacere a chi conferisce per Trentingrana, molto meno per i caseifici che producono formaggi dalla forte connotazione territoriale, magari venduti nelle malghe del territorio, negli spacci o direttamente al cliente finale.Una frattura nel sistema, insomma, che si aggiunge a spinte centrifughe che da tempo covano nel movimento. Latte Trento aveva dato disdetta formale, se non accade nulla a invertire la tendenza, ha minacciato l'uscita da Concast a far data da luglio. Non c'è molto tempo per trovare un'intesa. L'ipotesi di nuove regole sulla ripartizione dei costi, per altro, non aiuta in questo senso: con 13 punti vendita, Latte Trento è tra le voci critiche, comunque non isolata.In questo contesto, anche Fugatti cerca di capire meglio i possibili punti di caduta, partendo da un presupposto: per piazza Dante l'unità del sistema zootecnico trentino è una priorità.

Quindi va messa davanti a tutto la necessità di trovare un compromesso che faccia rientrare le forze centrifughe. Cosa non facile, perché Latte Trento chiede - e da tempo - discontinuità. Fugatti si affida al presidente della federazione Allevatori Giacomo Broch, che negli anni ha mostrato doti di mediazione. E che ad oggi, par di capire, condivide con il presidente la necessità di considerare prioritaria l'unità del sistema, pur convenendo circa l'esigenza di un cambio di passo: «Serve un progetto - ha sempre ribadito lui - attento alle esigenze di tutti, dalle aziende più grandi ai piccoli, dalle aziende di valle a quelle in montagna, dai giovani ai più grandi».

comments powered by Disqus