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Isa fa il suo ingresso in Mediocredito: acquista la quota posseduta dalla Bcc Banca Annia

I tre soci pubblici prorogano al 30 giugno 2024 il patto parasociale in scadenza. Riassetto inevitabile, dopo che le Raiffeisen non hanno rispettato il piano industriale. Hanno fornito solo il 20% dei 150milioni di euro di provvista. L'ingresso della finanziaria trentina riapre i giochi, ma servirà un nuovo accordo politico tra Trento e Bolzano

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di Domenico Sartori

TRENTO. Isa spa, la finanziaria che fa capo alla Diocesi di Trento, entra nel capitale di Mediocredito Trentino Alto Adige spa. È il segnale, nel mentre i soci pubblici prorogano di sei mesi la durata del patto parasociale di governo della banca corporate, che a sud di Salorno qualcosa si muove. Ed è una novità di non poco conto, nonostante la dimensione contenuta dell'operazione: vuol dire che, dopo la messa ai margini di Cassa Centrale Banca, per fare spazio alle Raiffeisen altoatesine, nuovi partner trentini sono pronti a mettersi concretamente

in gioco. La banca, che esce da due mesi di ispezione di Bankitalia, è solida, e dopo una semestrale molto positiva (il patrimonio netto è salito a 198 milioni di euro), si appresta a chiudere ottimamente anche l'intero esercizio 2023. E questo nonostante la conferma della latitanza del sistema Raiffeisen che non hanno adempiuto al piano industriale approvato in febbraio, in base al quale avrebbero dovuto entro l'anno sottoscrivere obbligazioni (cioè fornire provvista a Mediocredito per garantirne la operatività) per 150 milioni di euro.

Il "tradimento" delle Raiffeisen. L'attuale patto parasociale tra i soci pubblici (Regione, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano) e Cassa Centrale Raiffeisen è stato sottoscritto il 19 aprile 2021. È il patto che ha stabilito il governo della banca estromettendo chi l'aveva presidiata per anni, Cassa Centrale Banca: consiglio di amministrazione di 11 membri, di cui 5 indicati dalla Provincia di Trento, gli altri 6 spartiti (tre ciascuno) tra Provincia di Bolzano e Raiffeisen.

A Trento spetta la presidenza (Stefano Mengoni), a Bolzano la vicepresidenza (Hans Peter Felder, presidente di Cassa Centrale Raiffeisen) e la guida del comitato esecutivo (Paul Gasser). È questo patto che, oggi, alla luce di quanto successo, non regge più e va riscritto. Solo alcune delle 39 Raiffeisen hanno fornito provvista alla banca: una quota da mesi ferma al 20%. Vuol dire, nella sostanza, che Mediocredito ha dovuto coprire la differenza (circa 120 milioni) in altro modo: dai clienti retail (attraverso il Conto Rifugio e la piattaforma tedesca Rasin), dalla clientela corporate (imprese), dal socio pubblico Provincia, che nella banca corporate ha "parcheggiato" liquidità delle controllate: 50 milioni di Cassa del Trentino e 25 milioni di Patrimonio del Trentino.

La proroga del patto parasociale. Lo schema delle Raiffeisen era quello indicato da Felder: «Noi investiamo in Mediocredito se possiamo contare» (l'Adige, 29 ottobre 2022). I fatti dicono il contrario: le Raiffeisen (salite al 28,344% dopo l'acquisto delle quote di Volksbank e Sparkasse) contano ma non investono. E anche il presidente altoatesino Arno Kompatascher, che le Raiffeisen ha sempre sostenuto, è ora a disagio per la figuraccia.

Solo che, a Bolzano, Kompatscher sta trattando la formazione della nuova giunta, con cui dovrà riprendere in mano anche la "pratica" Mediocredito. Da qui la decisione dei tre soci pubblici che, insieme, detengono il 52,466% del capitale (un terzo ciascuno) di prorogare l'attuale patto parasociale, in scadenza il 31 dicembre, al 30 giugno 2024.

La giunta regionale lo ha deliberato il 20 dicembre, la giunta provinciale di Trento lo ha fatto ieri l'altro, quella altoatesina lo farà oggi.

Intanto, l'Isa si fa avanti. Curiosamente, quindi, il nuovo cda, che sarà eletto ad aprile-maggio, sarà formato con le regole attuali: maggioranza a Bolzano e presidenza a Trento. È in ballo la riconferma dell'avvocato Stefano Mengoni alla presidenza, ma nel board potrebbe entrare, per la Provincia di Trento, il manager che più di tutti ha seguito in questi anni il dossier Mediocredito, Paolo Nicoletti, che da gennaio lascia la direzione generale di piazza Dante. Il riassetto societario, con il rafforzamento, a fini di un riequilibrio, della presenza trentina (oggi, soci pubblici e privati altoatesini hanno la maggioranza, il 52%), passa per il coinvolgimento dei soggetti finanziari locali. L'ingresso di Isa spa avviene attraverso l'acquisto dello 0,192% del capitale posseduto dalla Bcc di Venezia, Padova e Rovigo-Banca Annia (del gruppo Iccrea): operazione da 284 mila euro. È un primo passo, realizzabile perché nessuno degli attuali soci esercita il diritto di prelazione.

All'orizzonte, ci sono altri possibili e più corposi movimenti. C'è il ventilato rafforzamento di Itas (socia con lo 0,196% delle azioni). Ci sono altri soggetti finanziari trentini che potrebbero entrare, come Lft e Seac Fin. E c'è da capire cosa farà Cassa Centrale Banca del suo 17,646%, frutto della liquidazione di Crr-Fin spa dopo la rottura con le Raiffeisen. Ma il riassetto non potrà che essere accompagnato da una rinnovata intesa sul piano politico tra Fugatti e Kompatscher. Il dossier, da lunedì, sarà in mano al nuovo direttore generale della Provincia di Trento, Raffaele De Col.

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