Trento / Commercio

Cittadella Poli, riparte il cantiere: «Adesso si corre per recuperare»

In via Brennero un complesso che ospiterà un nuovo Iperpoli da 5 mila metri quadrati, palazzine servizi, un centro medico, un'area benessere e una palestra
IL PROGETTO Via libera alla «cittadella Poli» sull’area ex-Opel di via Brennero

di Chiara Zomer

TRENTO. Ripartono i lavori, alla cittadella Poli. Anzi, adesso parte la costruzione vera e propria. Lo stop obbligato di qualche settimana, in attesa del definitivo permesso a costruire, si è interrotto in questi giorni.

Ora si riparte, in accelerata: «Siamo in ritardo di un mese e mezzo, ma contiamo di recuperare, per consegnare in tempo le opere al Comune» annuncia Mauro Poli. Adesso si corre, insomma. Anche perché l'attesa è tanta da molti punti di vista. Perché il gruppo Poli ha urgenza di spostarsi, perché lì si rigenera un pezzetto di città, e perché quello resta uno degli investimenti più pesanti, in termini economici, che si concretizzeranno sul territorio nei prossimi due anni. Sono 35 milioni di euro, per realizzare il complesso che ospiterà un nuovo Iperpoli da 5 mila metri quadrati, ma anche palazzine servizi, un centro medico, un'area benessere una palestra, a cui si aggiunge il riordino della viabilità pedonale e ciclabile.

In termini di indotto, oltre dieci aziende coinvolte, per decine di lavoratori, che coesisteranno in un cantiere complesso da gestire. In queste settimane, come detto, si è un po' tutto fermato in attesa del via libera da palazzo Thun. Perché due erano i permessi a costruire: quello per le opere preliminari, legate alla gestione della falda e quello per gli edifici veri e propri. Per il secondo, si è aspettato oltre il previsto.

Ma l'architetta Alessia Tomasi cerca di minimizzare il problema: «Recupereremo senz'altro, anche se la tempistica stringente».Dal punto di vista tecnico le opere provvisionali sono terminate con successo: tutti gli interventi finalizzati alla cinturazione della falda sono conclusi: «In questi giorni cominciamo ad entrare nel vivo - spiega l'architetta - adesso dovremo correre, perché abbiamo precisi obblighi nei confronti dell'amministrazione. La palestra di ginnastica artistica, realizzata esclusivamente per rispondere alle esigenze del territorio, sarà data in comodato gratuito. Su quella abbiamo tempi molto serrati».

Tempi serrati significa 18 mesi a partire da adesso. «La difficoltà è che questa palestra è un volume autonomo al primo piano del complesso, quindi prima della palestra vanno conclusi i lavori negli interrati, e dovremo inoltre fare in modo che quegli spazi siano fruibili. Dal punto di vista tecnico e organizzativo siamo assolutamente pronti».

Questo significa che quell'area si popolerà in fretta, d'ora in poi: dopo l'esecuzione delle fondazioni, si intensificherà il numero di imprese coinvolte, una decina e tutte del territorio, come rivendica Tomasi: «Questa è stata una precisa scelta della proprietà. Non sono state scelte grandi imprese venete o lombarde, per dare un contributo all'economia locale e perché le imprese che sono presenti sul territorio sono qualificate dal punto di vista tecnico. Si è ritenuto giusto sfruttare le risorse degli imprenditori locali».

Nel Trentino post pandemia, una buona notizia.

«Noi siamo entusiasti di poter cominciare, pensiamo che l'intervento, pur complesso e articolato, permetterà la riqualificazione dell'area. Con disagi limitati: nonostante la complessità, non ci sarà una congestione, perché gli interventi saranno svolti in modo consequenziale. Una delle preoccupazioni che abbiamo avuto è proprio quella di cadenzare i lavori, in modo di avere la massima efficienza, ma minimizzando l'impatto negativo sulla comunità. L'unica criticità che avevamo , quella della viabilità pedonale, è stata risolta con l'amministrazione». Si parte. Obiettivo: terminare (finiture comprese) tra due anni e mezzo.

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