TRENTO. Il teatro diventa sempre più accessibile, con sottotitoli, audiodescrizioni, interpretariato nella lingua dei segni, occhiali intelligenti e percorsi tattili per consentire anche alle persone con disabilità sensoriali di partecipare pienamente agli spettacoli. Il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento compie un nuovo passo verso l’inclusione, trasformando il progetto sperimentale avviato lo scorso anno in un’attività permanente, destinata a svilupparsi nelle prossime stagioni teatrali.

Le novità sono state presentate oggi, giovedì 29 ottobre, durante una conferenza stampa al Teatro Sociale, alla presenza dell’assessora provinciale all’istruzione e alla cultura Francesca Gerosa. L’obiettivo è abbattere progressivamente le barriere fisiche, comunicative, sensoriali, sociali e culturali che possono limitare l’accesso agli eventi.

«Rendere la cultura accessibile significa dare a tutti la possibilità di viverla in prima persona, superando le barriere che ne limitano la partecipazione», ha dichiarato Gerosa, sottolineando come l’inclusione debba diventare parte integrante della progettazione culturale e non limitarsi alla disponibilità di singoli strumenti.

Nella stagione 2025-2026 il Centro Santa Chiara aveva avviato un primo progetto, sostenuto da un finanziamento specifico e rivolto soprattutto alle persone sorde e ipoacusiche. Da quest’anno, invece, l’accessibilità diventa un impegno strutturale e pluriennale, destinato a coinvolgere l’intera organizzazione, gli spazi teatrali e le modalità di fruizione degli spettacoli.

Il nuovo approccio amplia anche la platea dei destinatari. Non più soltanto persone con difficoltà uditive, ma cittadini con diverse forme di disabilità o fragilità, attraverso interventi progressivi pensati per rispondere a esigenze differenti.

Per sviluppare il progetto, il Centro Santa Chiara ha costituito un gruppo di lavoro interno dedicato all’accessibilità, incaricato di raccogliere i bisogni del pubblico, individuare soluzioni e costruire collaborazioni con le realtà del territorio. Tra i soggetti coinvolti figurano Ens Trento, AbilNova Cooperativa Sociale e Anffas Trentino, con i quali è stato avviato un confronto sulle strategie da adottare.

Tra le novità figura anche una specifica identità visiva, pensata per rendere immediatamente riconoscibili gli spettacoli e le iniziative accessibili all’interno della programmazione del Centro.

Sul fronte dei servizi, vengono confermati e ampliati strumenti già sperimentati, tra cui smart glasses per la visualizzazione dei sovratitoli, giubbotti sensoriali Woojer Vest, pedane sensoriali, audiodescrizioni, interpretariato Lis e tour tattili. Tecnologie e attività che consentono alle persone con differenti esigenze di vivere l’esperienza teatrale in maniera più completa.

Il cartellone degli spettacoli accessibili, ancora in fase di definizione, comprenderà appuntamenti di prosa, danza e musica. Il primo evento della stagione 2026-2027 sarà Madre Courage e i suoi figli, con Lunetta Savino e la regia di Leo Muscato, in programma sabato 31 ottobre alle ore 18.

 

La rappresentazione sarà accessibile alle persone sorde e cieche attraverso sovratitoli in italiano e italiano accessibile, con descrizione dei suoni, visualizzabili tramite gli occhiali intelligenti messi a disposizione dal Centro oppure attraverso il proprio smartphone. Sarà inoltre disponibile l’audiodescrizione in cuffia, utilizzando il telefono personale. 

Il programma prevede anche due appuntamenti preparatori. Venerdì 30 ottobre alle 17.30, nel foyer del teatro, si terrà un incontro con il cast accompagnato dalla traduzione nella lingua dei segni italiana. Sabato 31 ottobre alle ore 16 sarà invece organizzato un tour tattile dedicato alle persone cieche, per consentire loro di conoscere da vicino gli elementi della scena prima della rappresentazione. 

«L’impegno del Centro Servizi Culturali S. Chiara va nella direzione di promuovere un’offerta accogliente, dinamica e capace di garantire a tutti l’opportunità di partecipare attivamente», ha concluso Francesca Gerosa, richiamando l’importanza di costruire un sistema culturale nel quale ogni persona possa trovare il proprio spazio.