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TRENTO. La crisi della zootecnia trentina approda in Consiglio provinciale con un’interrogazione a risposta scritta presentata da Paola Demagri del Movimento Casa Autonomia.eu. L’atto chiede alla Giunta chiarimenti sulle politiche a sostegno del comparto lattiero-caseario, in un contesto definito critico per la zootecnia trentina. Nel documento si evidenzia il confronto con l’Alto Adige, dove il settore viene descritto come stabile e orientato all’export, e con la Spagna, indicata come Paese in crescita anche nel comparto lattiero-caseario.
Secondo l’interrogazione, il rischio sarebbe quello di considerare la zootecnia un ambito sacrificabile, con effetti economici, ambientali e sociali per il territorio. Viene richiamata anche la crisi del 2016, seguita alla fine del regime delle quote latte, e il diverso ruolo politico assunto nel tempo dalla Lega, oggi forza di governo in Provincia autonoma di Trento.
Demagri: “In quel periodo la Lega, allora all’opposizione, presidiava il territorio con gazebo e iniziative pubbliche, sostenendo le ragioni degli allevatori e dichiarando di non poter fare altro che protestare. Oggi la Lega governa la Provincia e dispone degli strumenti che l’autonomia mette a disposizione per intervenire concretamente”.
“Nel testo si sottolinea che l’autonomia speciale metterebbe a disposizione strumenti utili per interventi di sostegno. Tra i punti sollevati, la sorte del marchio “Qualità Trentino”, ritenuto strategico per la valorizzazione delle produzioni locali, e il ridimensionamento di iniziative pubbliche come le Feste del Latte. L’interrogazione richiama inoltre la necessità di strategie di comarketing, campagne promozionali e misure indirette di sostegno al mercato, anche alla luce delle recenti criticità legate ai casi di IBR in Vallagarina.
Cinque le domande rivolte all’esecutivo provinciale: dal futuro del marchio territoriale alle motivazioni del calo di iniziative promozionali, fino alla presenza degli amministratori alle manifestazioni di settore e agli impegni per rafforzare il rapporto con allevatori e organizzazioni di categoria. Ora si attende la risposta ufficiale della Giunta.


