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TRENTO. Con l'arrivo dell'estate aumentano le passeggiate nei boschi e nei prati del Trentino, ma cresce anche il rischio di imbattersi nelle zecche, parassiti che possono trasmettere l'encefalite da zecca (Tbe) e la malattia di Lyme.
Dall'inizio del 2026 in Trentino sono state registrate sette infezioni, due delle quali hanno richiesto il ricovero in ospedale. Numeri che, secondo Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, sono in linea con quelli degli ultimi anni.
La presenza delle zecche sul territorio è ormai considerata endemica. «Tutto il Trentino è ormai interessato dalla loro diffusione. Il cambiamento climatico ha favorito una proliferazione del parassita», ha spiegato Zuccali ai microfoni della Rai. A favorirne la diffusione contribuiscono anche i piccoli roditori, soprattutto nelle aree con vegetazione più fitta.
Per ridurre il rischio di punture, gli esperti raccomandano di rimanere sui sentieri, evitare di attraversare l'erba alta e indossare un abbigliamento adeguato. «È consigliabile portare pantaloni lunghi infilati nei calzini, così da impedire alle zecche di raggiungere facilmente la pelle», sottolinea Zuccali.
Fondamentale anche la vaccinazione contro l'encefalite da zecca, che in Trentino viene offerta gratuitamente. Dall'inizio dell'anno sono state distribuite 18 mila dosi agli adulti e 4 mila ai bambini, nell'ambito della campagna di prevenzione promossa dall'Azienda sanitaria.


