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TRENTO. Tra prenotazioni online e Cup telefonico, le informazioni non coincidono e molti cittadini finiscono per restare disorientati, oltre a subire le conseguenze di attese lunghe per visite ed esami specialistici. La denuncia arriva dallo Spi-Cgil del Trentino, che in questi giorni sta raccogliendo segnalazioni da parte di iscritte e iscritti, in particolare anziani che tentano di prenotare in autonomia tramite l’app Trec.
Secondo quanto riferito dal sindacato, capita spesso che l’utente, pur in possesso di una ricetta senza priorità, trovi sull’app il messaggio “nessuna disponibilità”. Chi prova allora a contattare il Cup telefonico si sente rispondere che non ci sono liste aperte, ma che è possibile essere inseriti nella cosiddetta lista “limbo”, ovvero l’elenco delle persone da richiamare quando si liberano posti.
Per lo Spi, questa soluzione rischia di trasformarsi in un’ulteriore difficoltà: chi accetta l’inserimento nella lista di richiamo rinuncia alla possibilità di prenotare in autonomia e può ritrovarsi con la prescrizione scaduta. Un problema che, secondo le sindacaliste, può incidere anche su pratiche e necessità concrete, come il rinnovo della patente o piccoli interventi. In altri casi, inoltre, alcune prestazioni non risultano prenotabili online, ma senza che il sistema lo segnali chiaramente.
Lo Spi segnala infine che, in alcuni casi, solo dopo ulteriori tentativi e telefonate dirette ai reparti si scopre che le liste sono in realtà aperte. Un disallineamento informativo che, secondo Claudia Loro e Gianna Colle, penalizza soprattutto i più fragili. Il sindacato richiama anche il tema dei 180 giorni di validità della ricetta, sottolineando che alcune prestazioni vengono fissate oltre quel termine, con il rischio concreto di perdere la visita. Nel mirino anche le promesse di intervento dell’assessore Tonina, che aveva indicato un mese come orizzonte per risolvere i disservizi informatici.


