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TRENTO - Diciotto anni di carcere e tre di libertà vigilata: questa la condanna, con rito abbreviato, emessa oggi dal Tribunale di Trento per un uomo, già ai domiciliari, che era accusato di aver abusato per ben otto anni della figlia.
I drammatici episodi di violenza, accaduti in Trentino, erano cominciati quando la vittima aveva appena otto anni, finché la ragazza, ormai adolescente, a sedici anni, è riuscita a chiedere aiuto psicologico professionale e quindi ha denunciato tutto.
Nel 2023 l'arresto del padre, finito a processo per violenza sessuale e oggi, venerdì 14 febbraio, destinatario della sentenza di condanna di primo grado pronunciata dal giudice Enrico Borrelli, che ha tenuto contro delle le aggravanti del rapporto di consanguineità e dell'età della persona offesa (se la vittima ha meno di dieci annni è previsto il raddoppio della pena).
L'uomo, cinquantenne, era separato legalmente dalla moglie già prima che cominciassero le violenze sessuali, proseguite dal 2015 al 2023.
La mamma, dunque, era all'oscuro della tragedia vissuta dalla figlia, finché la ragazza non trovò la forza di chiedere aiuto.
In giudizio madre e figlia si sono costituite parti civili, rappresentate dagli avvocati Camilla Valentini e Paolo Mazzoni: le loro richieste di risarcimento sono state accolte dal giudice.


