TRENTO. Tutela degli impollinatori sì, ma senza trasformare la protezione in una nuova serie di vincoli per chi lavora nei campi e nei pascoli. È questa la posizione emersa dalle audizioni concluse in Terza Commissione provinciale sul disegno di legge 78, dedicato alla tutela degli apoidei e dei loro habitat.

Il provvedimento, proposto da Michela Calzà insieme ad altri consiglieri, punta a rafforzare la protezione degli insetti impollinatori intervenendo sulla gestione del territorio, sulle colonie e sui siti di nidificazione. Nel corso della seduta sono stati ascoltati i rappresentanti della Federazione provinciale allevatori, dell'Associazione contadini trentini, di Confagricoltura, Cia, Coldiretti e dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino.

Il mondo agricolo ha espresso una posizione sostanzialmente favorevole all'obiettivo di tutelare gli impollinatori, ma con diverse riserve sul modo in cui raggiungerlo. Giacomo Broch, presidente della Federazione provinciale allevatori, ha sottolineato l'importanza degli insetti per l'agricoltura, ma ha manifestato contrarietà alla creazione di nuovi strumenti normativi che potrebbero complicare il quadro già esistente.

Il timore riguarda soprattutto le conseguenze sulle attività agricole in montagna. L'introduzione di nuove aree protette, secondo Broch, potrebbe creare difficoltà anche nelle operazioni di fienagione, aggiungendo limiti all'attività degli allevatori. La richiesta è quindi quella di trovare un equilibrio tra tutela ambientale e possibilità di continuare a gestire i terreni.

Sulla stessa linea la Cia, che attraverso la presidente Mara Baldo ha ribadito di condividere la tutela degli impollinatori, esprimendo però perplessità su un testo ritenuto troppo specifico e potenzialmente in grado di aumentare gli adempimenti burocratici. A preoccupare sono anche le disposizioni sulla rinaturalizzazione delle aree incolte e sui siti di nidificazione, che potrebbero, secondo l'organizzazione, interferire con alcune normali attività agricole.

La Cia ha chiesto inoltre che il mondo agricolo venga coinvolto nella Commissione provinciale prevista dal disegno di legge. Per l'organizzazione, le tutele già esistenti possono essere rafforzate puntando sul sostegno agli apicoltori e su forme di agricoltura sostenibile, evitando un eccessivo irrigidimento delle regole.

Anche Coldiretti ha chiesto un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria. Il presidente Gianluca Barbacovi ha espresso sostegno alla difesa degli apoidei, ma ha sottolineato la necessità di chiarire l'applicazione delle norme relative a sfalci e aree incolte, considerando anche l'attività delle aziende zootecniche.

Secondo Coldiretti, inoltre, occorre evitare sovrapposizioni con organismi già esistenti e valorizzare il ruolo della Fondazione Edmund Mach, già impegnata nella ricerca e nella tutela degli insetti impollinatori.

Durante le audizioni è intervenuta anche Asuit, con il referente del coordinamento delle unità operative veterinarie Luigi Bortolotti. Tra gli aspetti evidenziati, il fatto che il disegno di legge intervenga sui terreni pubblici, mentre sui terreni privati esistono maggiori difficoltà operative. Bortolotti ha inoltre richiamato il tema della presenza di una monocultura in Trentino e quello delle distanze previste per la migrazione degli sciami, considerate limitate rispetto alle capacità di volo.

Un altro capitolo ha riguardato le colonie di api selvatiche e i possibili rischi sanitari. È stato ricordato che gli sciami non trattati sono generalmente esposti alla varroa, anche se esistono eccezioni, e che sono presenti colonie censite. Per le colonie allevate, invece, esiste l'obbligo di effettuare almeno due trattamenti all'anno.

Con le audizioni sul ddl 78 si è quindi chiusa la fase di consultazione. Il confronto ha fatto emergere una posizione comune sull'importanza della tutela degli impollinatori, accompagnata però dalla richiesta del comparto agricolo di regole applicabili, meno burocrazia e maggiore partecipazione alle decisioni.

La Terza Commissione ha poi affrontato altri due provvedimenti. È stato sospeso l'esame del ddl 80 sulla zootecnia e l'agricoltura di montagna, proposto da Walter Kaswalder, mentre è stato sospeso anche il ddl 81 sulla protezione civile, proposto da Vanessa Masè, Carlo Daldoss e Christian Girardi.