TRENTO. La giunta provinciale non l’ha ancora annunciato, ma le associazioni ambientaliste dicono che il presidente Maurizio Fugatti ha già firmato l’ordinanza per l’abbattimento dell’orsa – con cuccioli – che ha aggredito un turista francese a Dro.

L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) «apprende con sgomento dell’ennesima ordinanza di abbattimento dell’orso che ha ferito ieri agli arti, non gravemente un turista sul “Sentiero delle Cavre” a Dro. E ora si teme per la vita del plantigrado che potrebbe essere una mamma con tre cuccioli, come si legge nel provvedimento. Si attende solo il risultato dell’analisi genetica per dare il via alla caccia» dice un comunicato stampa.
«Ci risiamo, scatta una corsa contro il tempo», afferma l’associazione. «Siamo di nuovo alle prese con uno spietato mandato di uccidere un orso che fa l’orso. Un’altra reazione “corpo a corpo”: l’unica risposta che sembra conoscere il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che, invece di favorire e promuovere una serena convivenza con i plantigradi, vuole vedere morto un animale che ha attaccato in un contesto ancora non chiaro».
L’Oipa ha attivato il suo Ufficio legale che, in un probabile ricorso al Tribunale regionale di Giustizia amministrativa di Trento, rileverà tra l'altro come la legge provinciale “ammazzaorsi” sia oggetto di una procedura Pilot innanzi alla Commissione Europea e che potrebbe essere incostituzionale per violazione dell’articolo 9 della Carta costituzionale.

Di ordinanza già firmata parla anche l’onorevole Maria Vittoria Brambilla a nome della sua associazione: «la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente annuncia che ricorrerà contro l’ordinanza del presidente della Provincia autonoma per l’abbattimento dell’animale “responsabile”, non appena identificato, una misura assunta prima ancora di aver chiarito in maniera completa ed esauriente le circostanze della presunta aggressione. L’episodio - specifica la presidente on. Michela Vittoria Brambilla, anche a nome dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente - non può comunque servire da pretesto per avviare la strage di orsi prevista dalla legge provinciale del marzo scorso, di cui contestiamo la non conformità alle norme europee e alla Costituzione».