TRENTO. Il Trentino-Alto Adige si conferma tra i territori italiani più forti sul fronte dell’agriturismo. Nel 2025 la regione si è piazzata al secondo posto nazionale per numero di presenze nelle strutture agrituristiche, alle spalle soltanto della Toscana e davanti al Veneto. Un risultato che conferma il peso dell’offerta legata alla natura, al territorio e al turismo «slow».

A evidenziarlo sono i dati Istat elaborati dall’Ufficio di Statistica della Regione Veneto. Proprio il Veneto ha raggiunto 1,4 milioni di presenze negli agriturismi nel corso del 2025, con un incremento del 28,8% rispetto al periodo precedente alla pandemia. Una crescita consistente che, tuttavia, non è bastata a superare il Trentino-Alto Adige nella graduatoria nazionale.

Nel vicino Veneto gli arrivi sono saliti a 486mila, contro i 339mila registrati nel 2019, segnando un aumento del 43,4%. Le strutture attive sono 1.738, il 3,3% in più in un anno. Quasi un terzo è concentrato nel Veronese, con 525 aziende, seguito dalle province di Treviso, Vicenza e Padova. Nei primi sette mesi del 2026 la crescita è proseguita, con arrivi in aumento del 2,4% e presenze dell’1,1%.

I numeri confermano così la crescente attrattività dell’ospitalità rurale e del turismo nella natura, un comparto nel quale il Trentino-Alto Adige mantiene una posizione di primo piano a livello italiano. Alloggio, ristorazione, prodotti locali, attività didattiche e sportive compongono un'offerta sempre più articolata, capace di intercettare la domanda di soggiorni legati al territorio e alle esperienze all'aria aperta.