TRENTO. La collaborazione tra l'Università di Trento e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha portato allo sviluppo di un avatar in miniatura capace di riprodurre il tumore cerebrale pediatrico: "È il modello più avanzato sviluppato finora e può essere utilizzato per testare nuovi farmaci", informa una nota dell'Università di Trento. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Protocols e porta le firme di Luca Tiberi, autore coordinatore del lavoro, Chiara Lago e Gloria Leva, dottorande del dipartimento Cibio dell'Università di Trento, prime firmatarie, di Marcel Kool (Princess Maxima Center for Pediatric Oncology, Utrecht) ed Evelina Miele (ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma). La ricerca oncologica è già passata dai modelli bidimensionali (colture su plastica) a sistemi tridimensionali più complessi come gli organoidi, che permettono di osservare la malattia in un ambiente più realistico, ma il modello sviluppato a Trento "rappresenta un ulteriore salto di qualità nello screening farmacologico".

"È come studiare in un avatar del tumore ciò che avviene in vivo con tutti i vantaggi di poter verificare l'efficacia delle terapie senza doverlo fare direttamente sui bambini e sulle bambine malate", spiega Luca Tiberi, professore del Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata di UniTn e coordinatore del lavoro. Il risultato apre nuove prospettive sia nella ricerca sia nello sviluppo di terapie.

La ricerca si concentra su ependimoma e medulloblastoma, che sono tra i tumori cerebrali pediatrici maligni più comuni e aggressivi: "Questo protocollo fornisce una piattaforma solida e riproducibile per modellizzare in vitro i tumori cerebrali pediatrici e favorirà una più ampia diffusione dei tumoroidi nella ricerca preclinica", precisa Tiberi. La ricerca apre nuove frontiere anche per lo sviluppo di modelli per testare nuovi farmaci contro tumori cerebrali pediatrici meno aggressivi, come i gliomi di basso grado.