TREVISO. Alice Toniolli, la ciclista trentina 19enne della Top Girls Fassa Bortolo che il 14 agosto era finita violentemente contro un muretto durante la gara femminile Donne Open del Circuito dell'Assunta a Ceneda di Vittorio Veneto è stata fatta uscire dal coma farmacologico. Ha ripreso conoscenza presto riceverà la visita degli inquirenti che indagano sull’incidente.

Mentre le condizioni di Alice Toniolli migliorano giorno dopo giorno, spunta uno spiacevole "giallo", sul fronte delle indagini relative all'incidente che l'ha vista coinvolta il 14 agosto scorso.

La Procura di Treviso avrebbe riferito di aver dovuto fare i conti con il rifiuto da parte della compagne di squadra di Alice Toniolli di presentarsi davanti all'autorità giudiziaria per essere sentite come persone informate sui fatti. Nessuna delle atlete della Top Girls Fassa Bortolo avrebbe rilasciato dunque alcuna dichiarazione per cercare di capire cosa sia accaduto il 14 agosto.

Una circostanza che, tuttavia, è stata seccamente smentita da Lucio Rigato, team manager della Top Girls Fassa Bortolo: «Tutte falsità, né le ragazze né la società hanno ricevuto alcuna comunicazione o invito a presentarsi in procura. Non vedo perché non avrebbero dovuto collaborare con gli inquirenti. Come detto, restiamo a disposizione per qualsiasi altra richiesta degli inquirenti. È davvero grave, tuttavia, che vengano diffuse notizie non vere che alimentano solo inutili polemiche in un momento ancora difficile».

Due versioni inconciliabili, quelle di Procura e società, con una situazione che potrebbe essere stata frutto di un errore di comunicazione tra le parti. Al momento, ad ogni modo, continuano gli accertamenti per risalire ad eventuali responsabili dell'incidente. Ora come ora non ci sono indagati e il fascicolo - aperto per le ipotesi di reato di lesioni colpose gravissime e violazione della normativa in materia di prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro (l'incidente è valutato come infortunio sul lavoro dato che la diciannovenne è una ciclista professionista con regolare contratto) - resta a carico di ignoti.

Bicicletta e casco della 19enne sono stati posti sotto sequestro per effettuare gli accertamenti del caso, mentre continuano gli approfondimenti anche per capire il motivo per cui il muretto non sia stato segnalato o protetto adeguatamente, anche perché a segnalare agli organizzatori la criticità era stata la polizia locale di Vittorio Veneto il giorno prima della gara, con gli agenti . È quanto emerge dai primi riscontri in mano agli inquirenti.

Gli agenti, durante il giro di ricognizione, avevano fatto presente la pericolosità del parapetto del ponticello, prescrivendo di predisporre protezioni adeguate per attutire eventuali impatti. Ora gli inquirenti stanno accertando il motivo per cui non si è provveduto a rendere "inoffensivo" il manufatto e da questi accertamenti potrebbero emergere responsabilità più chiare, ad esempio in capo agli organizzatori o ai responsabili tecnici del percorso, anche se al momento tutto è ancora confinato nel campo delle ipotesi.