TRENTO. Sarà il Coro della Sosat a chiudere la stagione estiva del Teatro Capovolto, la rassegna del Teatro Sociale curata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara. L’appuntamento è per domenica 30 agosto alle 21.15, quando il palco di piazza Cesare Battisti ospiterà il concerto “L’immaginario della montagna nasce in città”.

Una serata particolarmente significativa nell’anno in cui il Coro della Sosat celebra il centenario dalla fondazione. Il concerto sarà a ingresso libero e verrà preceduto da un momento dedicato alla memoria e alla storia della formazione, con il presidente Andrea Zanotti, alcuni vecchi coristi e maestri. Un incontro che permetterà al pubblico di ripercorrere le origini di una realtà che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della coralità alpina.

La storia del canto di montagna affonda le proprie radici tanto nella tradizione sacra quanto nella lirica, ma nel 1926 il Coro della Sosat – Sezione Operaia della Società Alpinisti Tridentini – introdusse una formula capace di lasciare un segno profondo. Al centro c'era un modo spontaneo e immediato di cantare insieme, sostenuto da voci e talenti naturali che, pur spesso privi di una formazione musicale teorica, riuscirono a creare un linguaggio destinato a diventare riconoscibile ben oltre i confini trentini.

La notorietà arrivò rapidamente e nel corso di cento anni di attività il Coro ha tenuto oltre 2.000 concerti in Italia e all'estero, costruendo parallelamente un'importante produzione musicale e discografica. Da quella prima esperienza prese inoltre forma un movimento molto più ampio, quello della coralità trentina, arricchitosi nel tempo grazie al contributo di musicisti e armonizzatori.

Pur attraversando epoche e generazioni differenti, il Coro della Sosat ha mantenuto uno stretto legame con la propria tradizione. La ricerca artistica attuale punta proprio a recuperare quella poetica originaria della montagna e a reinterpretarla nel presente, conservando la forza essenziale del canto collettivo nato nel 1926.

Il concerto di piazza Cesare Battisti diventa così non soltanto l'ultimo appuntamento della programmazione del Teatro Capovolto, ma anche un'occasione per celebrare un patrimonio musicale che in un secolo è diventato parte dell'identità culturale trentina.