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TRENTO. Una famiglia di richiedenti asilo proveniente dalla Georgia, composta da padre, madre al quarto mese di gravidanza e un figlio di 10 anni, è al centro di un’interrogazione presentata dalla consigliera provinciale Lucia Coppola. Il caso riguarda la gestione dell’accoglienza sul territorio trentino e solleva criticità sul rispetto delle tutele previste per i soggetti vulnerabili.
Secondo quanto riportato nell’atto, il nucleo familiare sarebbe stato separato: il padre senza alloggio stabile, mentre madre e figlio inseriti in strutture temporanee considerate non adeguate alla situazione di gravidanza. Una condizione che, viene evidenziato, contrasterebbe con le disposizioni del decreto legislativo 142/2015, che prevede la tutela dell’unità familiare e misure specifiche per minori e donne in stato di gravidanza.
Tra i punti sollevati dall’esponenente consiliare di minoranza anche la mancanza di accesso ai servizi previsti per i richiedenti asilo non ancora inseriti nel sistema di accoglienza, come il sostegno economico, i corsi di lingua e i percorsi di integrazione. Segnalata inoltre una criticità legata ai trasporti pubblici: la donna sarebbe stata sanzionata perché priva di biglietto durante uno spostamento per motivi sanitari, in assenza di agevolazioni attivabili per soggetti vulnerabili.
Con l’interrogazione, Lucia Coppola chiede alla Provincia chiarimenti sulle modalità di gestione del caso, sui criteri per l’accesso alle agevolazioni e sulle azioni urgenti per garantire un alloggio adeguato e unitario alla famiglia.


