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TRENTO. Nel 2025 i casi affrontati dal consigliere di parità della Provincia di Trento, Matteo Borzaga, sono stati 373, un 96% in più rispetto al 2024. I temi principali affrontati nel corso dell'anno scorso hanno riguardato in particolar modo le lavoratrici al rientro dalla maternità, che faticano a trovare la disponibilità dei datori di lavoro ad applicare la flessibilità dell'orario.
"In alcuni casi ci siamo trovati di fronte a rigidità estreme: a datori di lavoro che si sono rifiutati di concedere ad una madre una mezzora per andare a prendere il figlio", ha spiegato Borzaga in conferenza stampa, a Palazzo Trentini. Cento i casi di mobbing affrontati nel 2025, in gran parte riferiti all'impiego pubblico, con tante richieste di consulenza da lavoratori della Provincia di Trento, dell'Asuit e dei Comuni. Un numero che Borzaga ha definito "molto significativo e preoccupante".
Nel privato queste situazioni faticano ad emergere per paura di ripercussioni, ha poi precisato il consigliere di parità sul lavoro. I numeri complessivamente molto alti delle richieste di consulenza, ha detto Borzaga, "si spiegano, almeno in parte, con il peggioramento delle condizioni di lavoro e il connesso incremento delle situazioni di disagio determinate dalla progressiva flessibilizzazione, per non dire precarizzazione, dei rapporti di lavoro cui ha dato progressivamente corso, negli ultimi anni, la legislazione nazionale. Jobs act in testa".


