TRENTO - Prendere una multa non è mai una bella notizia. Se poi a questo si aggiunge il fatto che per pagarla bisogna anche mettersi in viaggio, magari per parecchi chilometri verso il capoluogo, allora c'è il rischio che esploda la rabbia. Ed anche la polemica. È quanto sta succedendo negli ultimi giorni, tanto da spingere il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti a spiegare la situazione con una nota ufficiale, dal titolo eloquente: "L'odissea del ritiro".

Questi i fatti raccontati dai consumatori e riportati dall'ente: «Le persone che si vedono recapitare l'avviso di mancata consegna di raccomandate con cui si contestano violazioni al codice della strada, vengono invitati a recarsi presso una società con sede locale a Trento Nord».

Da tempo infatti la tanto temuta busta verde, che capita di trovare nella propria cassetta postale, invita a recarsi in qualche ufficio (solitamente le Poste) per prendere visione della multa. Non sempre però il procedimento è questo. E quanto emerso nelle recenti giornate sta creando non poco malcontento.

«Dover prendere un permesso dal lavoro per arrivare da Riva del Garda a Trento per ritirare una raccomandata pare davvero sconveniente - scrive ancora il Centro Consumatori - Ciò che ci viene evidenziato è soprattutto la difficoltà di accedere all'ufficio il quale si trova spesso a distanza di molti chilometri dall'abitazione del consumatore.

Le segnalazioni sono fino ad ora arrivate da Riva del Garda, Terre d'Adige e Lavis. E con orari di apertura davvero limitati, dalle 8:30 alle 13. Oltre tale aspetto, dalla verifica delle varie tempistiche di notifica, gli atti verrebbero consegnati al destinatario a distanza di molti mesi dalla data di accettazione da parte del centro servizi».

Insomma, c'è un problema. E non di poco conto, se si considera appunto il lungo spostamento che il cittadino multato deve compiere per prendere visione dell'importo da pagare. Come si suol dire, oltre al danno c'è anche la beffa.

«Ci sono arrivate cinque segnalazioni solo nell'ultima settimana, quindi potrebbe essere questo il periodo in cui si registrerà un aumento dei numeri - ha confermato Camilla Berloffa del Centro Tutela Consumatori e che, al momento, si sta occupando di seguire l'evolversi della vicenda - Il caso più eclatante è sicuramente quello della persona che da Riva del Garda ha dovuto prendere un permesso per venire a Trento.

Ci sono tempistiche e modalità ben definite per questo tipo di procedure e stiamo verificando il loro rispetto. Però siamo perplessi perché queste riguardano anche i chilometraggMa il Centro non ci sta.i: a Riva e Rovereto, per esempio, non hanno gli uffici che servirebbero agli utenti. E questo è un grande problema».

Ma il Centro non ci sta. «A seguito della liberalizzazione del settore dei servizi postali riguardante le notifiche degli atti giudiziari e delle contravvenzioni, a suo tempo, a Poste Italiane, è stata emessa da parte dell'Autorità Garante della Comunicazioni la delibera 77/18 nella quale risulta minuziosamente disciplinato come debba avvenire il servizio - conclude la nota ufficiale -. Tuttavia, pare che alcune di queste società licenziatarie non rispettino i rigidi standard qualitativi fissati per legge e, pertanto, il Crtcu ha chiesto all'Agcom di effettuare un controllo».