TRENTO. La sanità trentina sta scivolando verso un sistema sempre più privatizzato, con i cittadini costretti a pagare di tasca propria per ottenere visite e prestazioni. È l’allarme lanciato dal consigliere provinciale del Partito Democratico Paolo Zanella, che denuncia una crescita della spesa sanitaria privata e della libera professione negli ospedali. Nel 2024 la spesa media per cittadino ha raggiunto 900 euro, contro gli 844 dell’anno precedente. Nello stesso periodo la percentuale di persone che hanno rinunciato alle cure è salita dal 5,4 al 7,4 per cento.

Secondo i dati riportati da Zanella, nel 2025 gli acquisti di prestazioni dal privato accreditato da parte di Asuit sono aumentati del 12 per cento, passando da circa 86 a 96 milioni di euro. In crescita anche i ricavi della libera professione intramoenia, saliti da 15 a 16 milioni, con un incremento del 6,84 per cento. A fronte di un finanziamento sanitario pubblico di 1,6 miliardi, sostiene il consigliere, i cittadini spendono direttamente circa mezzo miliardo di euro per curarsi.

Per Zanella la libera professione, nata per consentire la scelta dello specialista o tempi più rapidi, è diventata spesso una necessità. Alla base ci sarebbero carenze di personale, inefficienze organizzative e difficoltà nelle prenotazioni, aggravate dai disservizi del nuovo Cup. Il rischio denunciato è quello di una sanità sempre meno accessibile alle persone con redditi bassi.

Il consigliere chiede quindi una ripubblicizzazione della sanità, attraverso migliori condizioni contrattuali, incentivi alle prestazioni aggiuntive, aumento degli organici e maggiore efficienza dei sistemi di prenotazione. L’obiettivo, conclude Zanella, è riportare al centro un servizio sanitario universalistico, nel quale «la tutela della salute è un diritto da garantire a tutti e non un bene di consumo».