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TRENTO. Molte conferme ed alcune sorprese. Questo il responso della Guida ai Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso presentata nei giorni scorsi a Roma. Il Trentino brinda con 14 etichette premiate con i famosi Tre Bicchieri. Il riconoscimento più prestigioso è stato assegnato a nove bollicine Trentodoc e a cinque vini fermi.
Per quanto riguarda il mondo degli spumanti il Gambero ha premiato il Rosé +4 Riserva 2016 di Lucia Letrari, il Piancastello Rosé Riserva 2020 della Cantina Endrizzi, la Riserva Oro Rosso 2020 Dosaggio Zero della Cantina di Montagna di Cembra, la Riserva 2018 Cesarini Sforza, l’AlpeRegis 2020 della Rotari, il Blauen Blanc de Noirs 2019 di Francesco Moser, il Perlé Nero Riserva 2019 della maison Ferrari, la Riserva il Re di Revì 2016 Revì, la Riserva Pas Dosé Salìsa Zero 2020 di Villa Corniole.
Cinque i vini fermi premiati: il San Leonardo 2021, il Teroldego Rotaliano Sangue di Drago 2023 di Marco Donati, il Riesling 2025 di Pojer&Sandri, il Pinot Grigio Giatl 2024 della Cantina Sociale Roverè della Luna Aichholz e il Vino Santo Arèle 2015 della Pravis.
Il boom delle bollicine trentine
Le bollicine Metodo Classico rimangono uno dei capisaldi del settore vitivinicolo trentino. I colossi della cooperazione (Cavit e Rotari), i piccoli vignaioli e le storiche “maison” (Ferrari in primis) contribuiscono, ciascuno con la propria dimensione, a definire un’identità precisa alle bollicine di montagna: freschezza, sapidità, eleganza.
Caratteristiche che ritroviamo - come hanno confermato le giornate del Trentodoc Festival delle bollicine - sia nelle versioni più immediate dei Blanc de Blancs, dei Blanc de Noirs e dei Rosé, sia nelle riserve con lunghe permanenze sui lieviti che emozionano i wine lover per quella complessità che non ha nulla da invidiare ai più blasonati Champagne.
I rossi-icona e i vini bianchi profumati
Tra i vini fermi il Trentino può vantare due grandi vini rossi, due icone: il Teroldego Rotaliano grazie al mitico Sangue di Drago di Marco Donati e all’altrettanto mitico San Leonardo dei marchesi Guerrieri Gonzaga che non conosce crisi di mercato contrariamente alle difficoltà che oggidì incontrano i rossi piemontesi e toscani.
Per quanto riguarda i vini bianchi la viticoltura eroica della Val di Cembra si conferma una delle zone più interessanti grazie alle escursioni termiche che regalano vini freschi, sapidi e fragranti: dal Müller Thurgau al Riesling, oltre allo Chardonnay per la base spumante.
L’Alto Adige si conferma superstar con i bianchi
La Guida 2027 del Gambero ha assegnato 26 Tre Bicchieri all’Alto Adige con netta prevalenza dei vini bianchi che la fanno da padrone con le varietà aromatiche (il Riesling, il Grüner Veltliner, il Sylvaner, il Gewürztraminer), ma non solo visti gli exploit del Pinot Bianco, dello Chardonnay, del Kerner e del Müller Thurgau.
Vini eleganti con dei profili identitari che collocano queste varietà ai vertici mondiali grazie al rigoroso lavoro di selezione dei kellermeister altoatesini che guidano le cantine cooperative della Bassa Atesina, della Valle Isarco, del Burgraviato meranese e della Val Venosta.
E proprio ad una cantina altoatesina il Gambero ha assegnato l’Oscar di miglior Cooperativa dell’Anno: la Cantina Kurtatsch di Cortaccia sulla Strada del Vino.




