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TRENTO. Rendere l'autobus una vera alternativa all'auto non significa soltanto aumentare i posti disponibili. Significa soprattutto poter contare su orari rispettati, coincidenze affidabili e un servizio capace di adattarsi alle esigenze di chi si sposta ogni giorno. È il punto da cui parte la nuova interrogazione presentata dalla consigliera provinciale del Pd Michela Calzà, che chiede alla Giunta provinciale una strategia complessiva per mettere in rete trasporto pubblico ordinario, mobilità turistica e servizi a chiamata.
Il tema arriva sul tavolo della Provincia dopo un'estate nella quale non sono mancati i problemi, in particolare lungo il collegamento Rovereto-Riva del Garda-Arco. Una direttrice strategica per l'Alto Garda, utilizzata da residenti, lavoratori, studenti e turisti, dove secondo Calzà si sono verificati ritardi, coincidenze saltate e anche casi di passeggeri rimasti a terra per l'esaurimento della capienza dei mezzi.
Una criticità che, secondo la consigliera, non può essere considerata imprevedibile. Il traffico dell'Alto Garda, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, è infatti un fenomeno ricorrente e dovrebbe essere considerato in anticipo nella programmazione del servizio. «Il traffico dell’Alto Garda è una criticità strutturale e prevedibile e proprio per questo la pianificazione del trasporto pubblico deve tenerne conto prima che si verifichi il disservizio», sottolinea Calzà.
La questione si inserisce in un quadro più ampio. L'utilizzo del trasporto pubblico è stato favorito anche dalle tariffe agevolate, prorogate dalla Provincia fino alla fine dell'anno: dal primo settembre al 31 dicembre è possibile viaggiare sull'intera rete provinciale con un abbonamento quadrimestrale da 25 euro. La misura è stata adottata anche alla luce delle circa 20 mila adesioni registrate durante il periodo estivo.
Proprio l'aumento dell'utilizzo dei mezzi, secondo Calzà, rende ancora più importante garantire un servizio all'altezza della domanda. «Rendere il trasporto pubblico una reale alternativa all’automobile significa garantire non solo posti disponibili, ma soprattutto puntualità, affidabilità e certezza delle coincidenze», afferma la consigliera. Per consolidare la crescita degli utenti, aggiunge, il sistema deve essere «efficiente, frequente, puntuale, flessibile e integrato», soprattutto nei collegamenti tra le valli e i principali centri urbani.
L'interrogazione guarda quindi anche ai progetti sviluppati dalle Agenzie territoriali d'Area (Ata) per la mobilità turistica, chiedendo quale sia lo stato della programmazione e come i diversi servizi possano essere integrati tra loro. L'obiettivo è evitare che le linee ordinarie e i servizi dedicati ai turisti procedano su binari separati, costruendo invece una rete capace di rispondere sia alla domanda quotidiana sia ai picchi stagionali.
Un ragionamento che comprende anche i servizi a chiamata, considerati uno strumento utile soprattutto per migliorare i collegamenti nelle aree meno servite dalle linee tradizionali. La richiesta è di potenziarli e coordinarli con il trasporto ordinario, così da costruire un sistema più flessibile e capillare.
Il tema dell'integrazione dei trasporti è peraltro già al centro di altre iniziative della consigliera. Nei giorni scorsi Calzà aveva depositato un'interrogazione sul servizio FrecciaLink e sui collegamenti con le valli trentine, chiedendo di estendere i servizi intermodali alle aree oggi non raggiunte e di sfruttare anche le nuove opportunità legate ai collegamenti ferroviari internazionali.
Sul fronte dell'Alto Garda, intanto, la rete comprende diverse linee che collegano Rovereto, Mori, Riva e Arco, oltre ai servizi stagionali e a chiamata. Anche per il 2026 il sistema viene modulato in base alla stagione turistica, con collegamenti specifici e servizi come Bus&Go nei comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole.
Per Calzà, però, il punto non è semplicemente aumentare l'offerta, ma rendere prevedibile il viaggio. «Un trasporto pubblico competitivo non è quello in cui semplicemente "c’è posto" sull’autobus. È quello che permette a uno studente di arrivare a scuola, a un lavoratore di arrivare al lavoro e a un cittadino di tornare a casa sapendo, con ragionevole certezza, quando arriverà».
È questa, in definitiva, la richiesta alla Provincia: una programmazione che tenga insieme residenti, pendolari, studenti e turisti, anticipando i momenti di maggiore pressione sulla rete e facendo dialogare servizi diversi. Perché, soprattutto lungo le direttrici più trafficate del Trentino, il problema non è soltanto avere un autobus disponibile, ma poter contare sul fatto che parta, abbia spazio e arrivi quando serve.


