Non ci stancheremo di ribatterlo questo benedetto chiodo: il Bondone, la montagna di Trento deve essere valorizzata, perché essa rappresenta una miniera per Trento, perché da sola può rappresentare la più redditizia attrattiva del turista e specialmente dello sportivo, di quello appassionato dei nostri campi nevosi.


Se qualcuno del Comune si fosse preso la briga di parlare qualche volta con i membri delle comitive che sempre più numerose lo prendono d'assalto alla domenica (bresciani, veronesi, padovani, vicentini e milanesi), si sarebbe potuto da tempo convincere che chi sale al Bondone vi ritorna, anche se le accoglienze lassù non sono sempre ideali, anche se a cinque anni dal termine della guerra, nulla si è fatto per valorizzarlo un po’ razionalmente.


Gli è che il Bondone ha in sé la sua attrattiva, nei suoi campi meravigliosi, nelle sue piste per principianti e per provetti o addirittura per virtuosi dello sport bianco, nella sua bellezza incomparabile, nei suoi prati incantevoli a primavera.

Altra volta lo definimmo il polmone di Trento: di questa città che ha bisogno di respirare aria di montagna nelle giornate fredde dell'inverno e più nelle affocate giornate d'agosto; ora che dopo la « 3 Tre » anche altre province si sono mosse verso di noi (provate a chiedere alle statistiche quale incremento questa manifestazione ha dato alla conoscenza del Bondone, e meditatele!), è divenuto un dovere per il Comune pensare definitivamente alla risoluzione delle comunicazioni tra Trento e la sua città alta.


In un periodo di estreme difficoltà economiche per l'Austria (che si avviava alla risoluzione della propria crisi economica attraverso l'Anschluss) Innsbruck non esitò ad attrezzarsi modernamente con una serie di impianti filoviari modello, che permettono al turista di raggiungere i due mila metri in meno di mezzora. E ne ebbe il vantaggio che tutti possono controllare.


Ora che si sta per varare un buon programma di lavori pubblici, perché dovrebbe essere dimenticato il Bondone che tra tutti gli investimenti mostra a più segni d’essere ancora il maggiormente redditizio? Perché non ci si sveglia una buona volta a risolvere in maniera definitiva la grave lacuna che al nostro sviluppo turistico rappresenta la difficoltà di raggiungere il Bondone, la montagna di Trento?


Perché non ci si mette nell'ordine di idee che è meglio anticipare certe spese piuttosto che procrastinarle di stagione in stagione senza risolvere nulla? Siamo all'inizio d'una stagione particolarmente propizia ai lavori di pubblica utilità. Saremmo tentati di dire che sarebbe carità di patria pensare a risolvere questo problema, nell’interesse di Trento e, indirettamente, di tutto il Trentino.