TRENTO. «Le istituzioni scolastiche possono, nella loro autonomia organizzativa e con i propri regolamenti, definire le modalità d'uso dei cellulari, nel rispetto e coerenza con i propri progetti di istituto e le attività proposte, senza che sia necessaria una specifica previsione di legge». Così la vicepresidente e assessora provinciale all'istruzione Francesca Gerosa che, a commento della circolare diffusa negli scorsi giorni dal Ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, sceglie per le scuole trentine una "terza via" all'insegna di un equilibrio tra autonomia territoriale e indicazioni statali. Esattamente come per gli esami di riparazione ed i crediti (con una norma che, però, al momento non si è ancora vista).

Al centro del dibattito la stretta del Ministero sull'utilizzo dei dispositivi tecnologici all'interno delle classi, vietato fino alle medie ad eccezione dell'uso del tablet o del computer, che devono però essere rigorosamente utilizzati sotto la guida dei docenti. «Come ben noto sin dai primi giorni del mio insediamento - comunica Gerosa - ho annunciato che i temi della disconnessione, del benessere e del corretto utilizzo delle tecnologie digitali in ambito scolastico sarebbero stati uno degli obiettivi della legislatura, tanto che ho voluto inserire nella strategia provinciale questi temi quali specifici obiettivi. Per la loro attuazione ho appositamente inserito nel disegno di legge per l'assestamento una previsione normativa che integra i principi generali del sistema educativo provinciale con quelli della "cittadinanza digitale"».

«Con questa previsione normativa - continua Gerosa - intendo operare su un duplice livello: promuovere l'educazione alla cittadinanza digitale, lo sviluppo delle competenze digitali, l'uso consapevole e responsabile delle tecnologie, il benessere digitale e al contempo prevedere medesime misure fra gli obiettivi del "Piano provinciale della scuola digitale", e definire al contempo ambiti e tempistiche dell'utilizzo delle piattaforme e degli strumenti digitali quali strumento a supporto della didattica per gli studenti, nonché per le comunicazioni e scambio di informazioni scuola-famiglia».

Tra i temi della circolare però non solo l'utilizzo dei dispositivi nelle scuole. A far discutere negli ultimi giorni anche il ritorno al diario cartaceo per i compiti a casa, salvo comunque la possibilità da parte dei genitori di "controllare" i propri figli attraverso il già presente registro elettronico. Lo scopo, come ricordato da Valditara, sarebbe quello di «riabituare i nostri ragazzi a scrivere, al rapporto con la penna e con la carta».

«In merito all'utilizzo del "diario di una volta" - commenta Gerosa - ritengo che questa indicazione vada intesa nel senso di responsabilizzare i ragazzi nel segnare i compiti che vengono dati durante le specifiche ore di lezione, imparando al contempo fin da piccoli anche a gestire il tempo e le consegne date».

Nell'attesa di un ulteriore approfondimento con Valditara per approfondire e armonizzare le indicazioni a livello provinciale, Gerosa al momento sembra avere le idee chiare sul futuro "onlife" della scuola trentina: «La vera sfida, per noi e le generazioni a venire - conclude Gerosa - è quella di convivere in maniera sana con questa dimensione che coinvolge tutti, adulti e ragazzi».