TRENTO. Cinquanta nuovi alloggi, una mensa da circa 160 posti e spazi progettati per studiare, mangiare e stare insieme. A Trento apre la nuova residenza universitaria Santa Margherita, struttura di Opera Universitaria inaugurata oggi e pensata per dare una risposta concreta a uno dei problemi più delicati per chi sceglie di studiare in città: trovare una casa a costi accessibili.

La nuova struttura mette a disposizione 50 alloggi, quattro dei quali destinati a studentesse e studenti con disabilità, e una mensa gestita da Risto3. Non un semplice studentato, nelle intenzioni di Opera Universitaria, ma un luogo in cui abitare e costruire relazioni, con servizi e spazi comuni integrati nel tessuto urbano.

Il tema dell'abitare è particolarmente rilevante per l'Università di Trento. Circa il 70% della popolazione studentesca è fuori sede, ha ricordato il rettore Flavio Deflorian. Una condizione che riguarda chi arriva da altre regioni, ma anche molti giovani delle valli trentine, per i quali vivere in città può evitare spostamenti quotidiani lunghi e complessi.

Santa Margherita si inserisce in un piano più ampio di potenziamento dell'offerta abitativa. La Provincia ha stanziato quasi 38 milioni di euro per gli interventi in corso e programmati, con l'obiettivo di arrivare complessivamente a 703 nuovi posti letto tra pubblico e privato. Nel medio periodo sono previsti 515 posti nelle nuove residenze di Piedicastello, San Bartolameo e nell'area dell'ex Manifattura di Rovereto; altri 188 posti dovrebbero arrivare invece attraverso interventi promossi da soggetti privati con il sostegno della Provincia.

Con i nuovi alloggi di Santa Margherita, l'offerta complessiva di Opera Universitaria supera quota 1.300 posti. Negli ultimi anni l'ente ha accelerato sul fronte della residenzialità anche attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati: gli strumenti del DM 481 hanno già portato all'ingresso di 100 nuovi alloggi.

La nuova residenza è stata progettata cercando di mantenere un rapporto discreto con la strada e con gli edifici circostanti. Le principali novità architettoniche si concentrano sui fronti interni del lotto, mentre sette listelli colorati identificano i sette appartamenti attraverso diverse tonalità ispirate ai colori di Opera Universitaria.

Particolare attenzione anche all'efficienza energetica: sono state eliminate le fonti fossili, con l'adesione al protocollo di decarbonizzazione e interventi finalizzati a migliorare le prestazioni del complesso.

Anche gli spazi interni sono stati pensati per superare l'idea dello studentato come semplice luogo dove dormire. La mensa da 160 posti è concepita anche come spazio per lo studio e la socialità, con un ambiente progettato per avere un'atmosfera più domestica, mentre negli alloggi boiserie, soffitti colorati e materiali dalle tonalità calde caratterizzano gli ambienti.

L'obiettivo dichiarato è quello di fare della residenza un punto di riferimento per la comunità universitaria e non una realtà separata dalla città. Un'impostazione condivisa anche dall'amministrazione comunale, che considera gli studentati potenziali luoghi di connessione con i quartieri e con il resto della comunità.

L'inaugurazione arriva in un momento in cui la disponibilità di alloggi è diventata una componente sempre più decisiva dell'attrattività universitaria. Per il rettore, infatti, non basta offrire una formazione di qualità: se uno studente non riesce a trovare una sistemazione sostenibile, anche la scelta di Trento come sede universitaria rischia di diventare più difficile.

Santa Margherita punta quindi a tenere insieme diritto allo studio, abitare e vita universitaria, aggiungendo nuovi posti letto in una zona strategica della città e rafforzando l'offerta di servizi destinati agli studenti.