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TRENTO. Per oltre 670 soci e clienti Coop Trentino-Sait il tempo stringe ed è doveroso cessare immediatamente i rapporti commerciali con i fornitori israeliani perché incompatibili con Codice Etico e Carta dei Valori Coop. Il 13 agosto Sait inviava un primo riscontro, aprendo un percorso di verifica con Coop nazionale, responsabile della scelta e della verifica dei produttori, ma questo non verrà completato prima della fine del mese.
I promotori dell'appello sottolineano che «ogni giorno trascorso nell'inazione è un giorno in più concesso ad Israele per infierire nuove stragi e distruggere ogni presidio utile alla sopravvivenza del popolo palestinese. La campagna nazionale Coop a favore di Medici Senza Frontiere (Msf) nella Striscia è apprezzabile ma inutile, se al contempo, si continua a fare affari con chi bombarda gli ospedali. Sait è richiamata ad agire immediatamente, senza rinviare la sospensione dei rapporti con distributori israeliani, consentendo al proprio Organo di Vigilanza di seguire il processo, affinché sia trasparente e realmente vincolato al Codice Etico».
E ancora: «Non si tratta di accertare le responsabilità dei singoli fornitori, ma di riconoscere che essi sono parte di un'economia di genocidio, che trae profitto dalla guerra e dall'occupazione».
I firmatari dell'appello chiedono anche al presidente del Consorzio Renato Dalpalù una netta e pubblica presa di distanza da Israele. La Federazione Trentina delle Cooperative ha recentemente approvato un documento di condanna del massacro in atto a Gaza e di impegno per la pace e l'autodeterminazione dei palestinesi e il presidente Roberto Simoni ha dichiarato: «Di fronte all'ingiustizia, la neutralità non è un'opzione».


