PHOTO
TRENTO. Un presunto danno erariale da 61.102,20 euro è stato contestato all’Università di Trento nell’ambito di un’indagine della Procura della Corte dei conti avviata dopo un esposto anonimo del 2021. Al centro del fascicolo ci sono tre appartamenti in centro storico presi in affitto dall’Ateneo e destinati a uso foresteria. Secondo gli accertamenti, i contratti originari sarebbero stati sostituiti con nuovi accordi relativi agli stessi immobili, ma a condizioni economiche più onerose.
La Procura ha quindi citato in giudizio un ex dirigente dell’Università che, all’epoca dei fatti, si occupava della gestione del patrimonio immobiliare. La ricostruzione degli inquirenti indica che il funzionario avrebbe disdetto i contratti in essere, nonostante non fossero in scadenza, avviando un avviso esplorativo per cercare sul mercato soluzioni con caratteristiche analoghe. A presentare l’offerta era stata però la stessa società immobiliare che già gestiva i tre alloggi.
Secondo la tesi contabile, non si trattava di nuovi appartamenti ma delle stesse abitazioni già locate all’Ateneo. Proprio per questo la sostituzione dei contratti, a fronte di condizioni peggiorative, avrebbe prodotto il danno contestato alle casse universitarie. La richiesta di risarcimento formulata dalla Procura è comunque più contenuta e ammonta a circa 18 mila euro. L’udienza è fissata per il mese prossimo.
L’ex funzionario, assistito dall’avvocata Patrizia Galvagni, respinge però le contestazioni ed è pronto a sostenere la correttezza del proprio operato. La difesa spiega che il proprietario degli immobili avrebbe manifestato l’intenzione di recedere dal rapporto in corso e che la ricontrattualizzazione sarebbe stata scelta per evitare di perdere i tre appartamenti e dover avviare una nuova ricerca sul mercato. Nel frattempo il professionista ha lasciato l’Ateneo trentino per un’altra esperienza lavorativa.


