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TRENTO. Il 2026 è iniziato con una sorpresa amara per i possessori dello Spid: da quest'anno infatti la maggior parte dei cosiddetti "provider" (dunque le aziende che offrono l'accesso al servizio) ha stabilito un costo annuale di sei euro per l'utilizzo del Sistema Pubblico di Identità Digitale.
E se da un lato si potrebbe pensare che in fin dei conti si tratta di cinquanta centesimi al mese, i conti in realtà sono ben più importanti. I dati infatti, forniti da Poste Italiane (cioè il principale gestore nazionale del servizio), parlano chiaro: ad oggi sono 40 milioni gli italiani che utilizzano lo Spid per accedere ai servizi delle pubbliche amministrazioni, il 70% dei quali proprio tramite le sopra citate Poste Italiane. Società quest'ultima che, al pari di tante altre, richiederà il pagamento dei sei euro per l'utilizzo del servizio.
In che modo? Semplice: per chi ha attivato lo Spid nel 2025, la quota andrà versata a fine 2026 (arriverà un avviso 30 giorni prima), mentre per coloro che lo attiveranno quest'anno il pagamento è posticipato al 2027.
Sorge spontanea una domanda: su chi graverà questo costo? Ancora una volta sono i numeri a dare un quadro chiaro della situazione attuale, dai quali emerge che i giovani tra i 18 ed i 24 anni sono praticamente tutti in possesso dello Spid. E dunque saranno i primi a dover pagare la quota annuale. Di contro, come probabilmente era lecito attendersi, gli over 75 utilizzatori del servizio si attestano a poco più del 20%.
Va comunque sottolineato che lo Spid, ad oggi, è utilizzatissimo: solo nel 2024 si sono registrati infatti 1,15 miliardi di accessi in tutto il Paese, mentre nel 2025 la media degli accessi mensili ha superato i 100 milioni. Ma se questi numeri raccontano di uno strumento impiegato con costanza e tutto sommato apprezzato dagli utenti, il rovescio della medaglia non può non tenere conto dell'aumento dei costi.
Una novità che Adoc (l'associazione difesa e orientamento consumatori) ha immediatamente denunciato, con tutti i rischi ad essa correlati: «Si tratta di un ulteriore balzello e, da parte nostra, diventa sempre più difficile tutelare gli utenti perché queste novità mettono tutti in difficoltà - ha spiegato Walter Alotti - Soprattutto per le persone più anziane, fragili o invalide diventano quindi fondamentali i famigliari, gli amici, i vicini di casa, così come i patronati e le associazioni, oltre ovviamente alle nostre realtà. Lo Spid, non possiamo negarlo, è comodo e ormai diffuso in tutta Italia: questo aumento dei costi non era necessario».
L'alternativa, per evitare il costo del canone annuale, sarebbe la carta di identità elettronica: «Ma tanti cittadini l'hanno fatta prima dello Spid e, con il fatto che metà codice veniva dato cartaceo e l'altra metà via mail, saranno costretti a rivolgersi ai rispettivi Comuni per un supporto dato che, con tutta probabilità, difficilmente avranno conservato il foglio con le prime quattro cifre del codice» ha aggiunto Alotti.
Ma non è tutto, perché il pagamento della quota annuale nasconde insidie anche e soprattutto dal punto di vista delle truffe. Adoc infatti ha segnalato che criminali informatici sono già all'opera e stanno diffondendo sms fraudolenti ed e-mail che simulano comunicazioni ufficiali dei provider. Comunicazioni che avvisano di un imminente blocco dello Spid dovuto a un presunto mancato pagamento. Oltre al furto delle credenziali tramite link ingannevoli, recentemente è stata rilevata una tecnica ancora più insidiosa che mira alla clonazione dell'identità.
L'invito dunque è quello a denunciare ogni possibile caso alla Polizia Postale e all'Agenzia per l'Italia Digitale. Il servizio rimane comunque senza costi per minorenni e cittadini di età superiore ai 75 anni, inoltre per chi attiva lo Spid per la prima volta nel 2026, il primo anno resta gratuito.


