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TRENTO. La procura, anche a tre mesi dalla scomparsa, continua ad indagare sul caso di Sara Pedri. La conferma viene del procuratore della Repubblica di Trento Sandro Raimondi. Sulla misteriosa sparizione della ginecologa 31enne di Forlì è stato aperto un procedimento a Modello 45, il registro degli atti non costituenti notizie di reato. E così anche le ricerche, condotte in modo massiccio, proseguono.
La scomparsa risale al 4 marzo scorso. Quel giorno l'auto di Sara Pedri, una Volkswagen T-Roc, fu rinvenuta parcheggiata a Mostizzolo, comune di Cis, al confine con quello di Cles, nei pressi dell'incrocio tra le strade statali 43 e 42, nelle adiacenze del ponte che sovrasta il torrente Noce.
All'interno del veicolo era presente il cellulare della donna che è stato posto sotto sequestro (probabilmente l'analisi dei dati non ha offerto spunti investigativi).
Le ricerche sono andate avanti per oltre un mese, prima di essere interrotte a metà aprile. Da giovedì, grazie agli appelli della famiglia, sono riprese. Famiglia che mercoledì sera si è rivolta a "Chi l'ha visto" per raccontare la vicenda. «Chiediamo due cose: di continuare a cercarla e poi rivolgiamo un appello ai suoi colleghi affinché parlino».


