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TRENTO. È riuscita a sottrarre a un amico, incapace di intendere e di volere a causa di un decadimento cognitivo dovuto all'età, sia un immobile, attraverso un atto di compravendita, che facendosi arrivare dei bonifici "regalo" a suo favore, questi ultimi pari a più di 220mila euro totali. In otto anni, facendo le somme, ha messo le mani su più di 285mila euro che ora dovrà restituire (in buona parte) all'uomo, 75enne.
In sede civile la donna, 47enne, è stata condannata dalla giudice del tribunale civile del capoluogo, Enrica Poli, alla restituzione del bene immobile sito in Valsugana (con l'annullamento del contratto di vendita), insieme alla cifra di 37.354,61 euro. La vicenda, però, ha avuto dei seri risvolti anche in sede penale, con l'apertura di un fascicolo da parte della Procura a carico della 47enne e del suo compagno, accusati di circonvenzione di incapace in concorso.
Ma facciamo un passo indietro. Il periodo contestato è compreso fra il 2012 e il 2020, anni nei quali la coppia - secondo l'accusa - avrebbe indotto l'uomo a compiere delle azioni che lo avrebbero messo a rischio, in particolare dal punto di vista economico.
Stando alle ricostruzioni, tra la vittima e la donna si era instaurato un rapporto di fiducia e amicizia. O, almeno, questo era ciò che pensava l'ultrasettantenne che, presentando delle difficoltà a livello cognitivo, era seguito da un amministratore di sostegno. Se nell'estate del 2013, era stato stipulato un contratto di affitto agrario, senza che mai sia stato corrisposto il canone, successivamente nella primavera del 2017 si era arrivati a un contratto di vendita di un immobile di proprietà della vittima, acquistato, appunto, dalla sua "amica".
Il valore, stimato in 340mila euro, era stato effettivamente versato dalla compratrice, in quota minore pari a 240mila euro, poiché 50mila euro erano stati compensati con degli interventi da lei effettuati, mentre la rimanente cifra, mai versata, sarebbe stata pari a circa 50mila euro.
Eppure, lo stesso giorno, sul conto della donna erano arrivate delle donazioni, tramite bonifico, tracciate con tanto di causale "Regalo" a suo favore. Due tranche, rispettivamente da 70mila circa l'una, e circa 150mila l'altra. Le era tornata, dunque, una somma complessiva di poco più di 220mila euro. Le operazioni bancarie contestate, sempre in favore dell'amica, si sono susseguite negli anni dal 2016 al 2021. La segnalazione è arrivata soltanto in un secondo momento, con l'arrivo della nuova amministratrice di sostegno, l'avvocata Monica Carlin. Qualcosa nei conti, infatti, per l'uomo che viveva da solo, non tornava.
Così il caso, arrivato in sede civile, è stato affidato all'avvocata Cristina Postal. Il tribunale di Trento aveva poi autorizzato, con un'ordinanza emessa a fine aprile del 2023, il sequestro conservativo sui beni della 47enne, per una somma pari a più di 402mila euro. Come già accennato, annullato il contratto di vendita, la donna ora dovrà restituire l'immobile acquistato e più di 37mila euro. Adesso si attenderanno i nuovi sviluppi sul fronte penale.


