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TRENTO. La «bravata» di sfrecciare con il monopattino all'interno della stazione ferroviaria è costata cara ad una 22enne di Trento: la ragazza, che pur si è resa conto dello sbaglio fatto, finisce a processo. Ieri, 17 febbraio, si è celebrata l'udienza predibattimentale davanti al giudice Rocco Valeggia, che non ha accolto la richiesta della difesa di un proscioglimento per particolare tenuità dei fatti e ha fissato l'udienza davanti ad un nuovo giudice.
I fatti contestati sono avvenuti nel maggio 2023. La ragazza in monopattino, che deve ora rispondere dei reati di oltraggio a pubblico ufficiale e di rifiuto di fornire le proprie generalità, era stata fermata dalla polizia ferroviaria all'interno della stazione. Aveva reagito all'alt degli agenti con nervosismo, non risparmiando le offese, in particolare dirette ad una ispettrice: «Sei una vecchia, sei vecchia e acida».
«La polizia non fa niente e non si occupa dei criminali - aveva aggiunto - Siete ridicoli». La ragazza era stata accompagnata in questura per l'accertamento dell'identità, dato che non aveva con sé i documenti e, secondo l'accusa, a precisa domanda degli agenti non avrebbe detto il proprio nome e cognome.
L'imputata, difesa d'ufficio dall'avvocata Katia Finotti, avrebbe potuto chiudere il procedimento con un risarcimento a favore degli agenti e della polizia e con il pagamento di una contravvenzione per il rifiuto di fornire le generalità, per un importo di poco superiore ai mille euro. Ma quei soldi non li ha: lo ha spiegato ieri al giudice, raccontando che ha un lavoro part time e che non può pagare la somma. Andrà quindi a processo.


