BOLZANO. La vicenda del tornello al Seceda si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la ricomparsa del punto di pagamento installato lungo il sentiero che conduce al celebre belvedere sulle Odle, è stato posizionato anche un secondo accesso a pagamento, distante circa un centinaio di metri e collocato su un percorso alternativo che raggiunge la stessa destinazione.

Anche in questo caso ai visitatori viene richiesto un contributo di 5 euro, riscosso in contanti da un addetto. La presenza dei due tornelli ha riportato in quota code di escursionisti, discussioni e polemiche in uno dei luoghi più fotografati delle Dolomiti.

Nel frattempo si è attivato l'Ufficio tutela del Paesaggio, che ha avviato le prime verifiche. L'area si trova infatti all'interno del Parco naturale Puez-Odle e, secondo quanto emerso, il Comune di Santa Cristina non avrebbe rilasciato una specifica concessione. Un anno fa il tornello era stato rimosso dopo le contestazioni; ora potrebbe aprirsi un nuovo iter amministrativo.

I proprietari dei terreni rivendicano invece il diritto di regolamentare il passaggio, sostenendo di non essere soddisfatti dell'accordo raggiunto tra Provincia, Comuni, IDM e società degli impianti di risalita, che prevedeva tariffe agevolate per i residenti e un sistema di prenotazioni con slot orari.

Sulla vicenda interviene anche il presidente del CAI Alto Adige, Carlo Alberto Zanella, che racconta di aver trovato lunghe file di turisti diretti al punto panoramico. «Mettere un tornello e alimentare una polemica finisce persino per aumentare la curiosità delle persone», osserva. Secondo Zanella il problema non è impedire l'accesso alla montagna, ma garantire una gestione più efficace dei flussi e dell'ambiente: «Come avviene in molti parchi naturali, servono regole e controlli, non semplicemente divieti».