TRENTO. Il disegno di legge sulla scuola dell’assessora Francesca Gerosa tornerà in aula a giugno, dopo una lunga giornata di confronto in Consiglio provinciale segnata dal ricordo di Giampaolo Pedrotti e da un acceso dibattito sul futuro del sistema scolastico trentino. La riforma punta a rivedere valutazione, recupero delle carenze formative e ruolo delle competenze relazionali, dividendo però maggioranza e opposizioni tra richieste di maggiore flessibilità, timori di burocratizzazione e difesa dell’autonomia scolastica.


La seduta si è aperta con il cordoglio per la morte di Giampaolo Pedrotti, storico capo dell’ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento. A comunicarne la scomparsa è stato il presidente Maurizio Fugatti, che lo ha ricordato come “uomo delle istituzioni” e figura centrale della comunicazione pubblica trentina. Fugatti ha sottolineato il contributo dato da Pedrotti nella gestione informativa di momenti complessi come l’emergenza Covid e la tempesta Vaia, esprimendo vicinanza ai familiari, ai colleghi e a quanti lo hanno conosciuto.


L’aula ha poi respinto il ddl del consigliere Filippo Degasperi (Onda) sulle carenze formative, bocciato con 18 voti contrari, 12 astensioni e solo due favorevoli. Nel dibattito sono emerse critiche trasversali sul peso dell’alternanza scuola-lavoro, sulla mancanza di confronto politico e sul rischio di ridurre gli studenti a semplici voti numerici. Le opposizioni hanno lamentato il silenzio della maggioranza durante il confronto, chiedendo invece un dibattito più ampio sul futuro della scuola trentina.


Successivamente è iniziato l’esame della riforma firmata da Francesca Gerosa, che prevede un nuovo sistema di recupero delle insufficienze, cicli biennali per il superamento delle carenze e maggiore attenzione alle competenze relazionali degli studenti. L’assessora ha parlato di una riforma costruita in oltre due anni di confronto con scuole, famiglie e sindacati, sostenendo che il recupero debba diventare parte integrante del percorso educativo e non un semplice passaggio burocratico di fine anno.


Il dibattito ha mostrato però profonde differenze di visione. Francesco Valduga (Campobase) ha difeso la necessità di un confronto approfondito sul sistema scolastico, chiedendo equilibrio tra rigore, personalizzazione dei percorsi e autonomia degli istituti. Mirko Bisesti (Lega) ha invece sostenuto la linea della Giunta, definendo necessario modernizzare il sistema scolastico e superare un modello centrato soltanto sui debiti formativi di giugno. Durissimo infine Filippo Degasperi, che ha accusato la Provincia di voler imporre una scuola “burocratica” e troppo standardizzata. Il confronto riprenderà nelle prossime settimane: il ddl Gerosa tornerà infatti in aula a giugno.