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TRENTO. Il disegno di legge sulle carenze scolastiche dell’assessora Francesca Gerosa continua a scontrarsi con l’ostruzionismo delle minoranze. Un intero pomeriggio di lavori in Consiglio provinciale è trascorso attraverso l’esame degli ordini del giorno, sistematicamente respinti dalla maggioranza. Alla fine la seduta si è chiusa senza arrivare al voto sul provvedimento: secondo quanto comunicato dal presidente Claudio Soini, restano ancora circa 550 ordini del giorno da discutere.
Il dibattito ha spaziato ben oltre il contenuto strettamente normativo del ddl. Lucia Coppola (Avs) ha insistito sull'importanza degli aspetti relazionali e sulla necessità di rivedere il sistema di recupero delle carenze. Filippo Degasperi (Onda) ha affrontato invece il tema dei risultati Invalsi e della formazione professionale, mentre Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) ha richiamato “Lettera a una professoressa” per sottolineare il ruolo della scuola nel contrastare le disuguaglianze di partenza.
Al centro della discussione è tornato più volte il tema della valutazione degli studenti. Michele Malfer (Campobase), richiamando don Milani e la scuola di Barbiana, ha sottolineato la differenza tra la semplice misurazione dei risultati e una valutazione capace di tenere conto del contesto. Michela Calzà (Pd) ha posto l'accento sulle capacità relazionali e sulla dimensione emotiva nella vita dei ragazzi, mentre Francesca Parolari ha ricordato come la valutazione debba considerare una pluralità di elementi che vanno oltre il voto.
La discussione ha assunto anche un carattere storico. Coppola ha ricordato il maestro Alberto Manzi, mentre Walter Kaswalder (Patt) ha richiamato la riforma scolastica di Maria Teresa d'Austria e la storia dell'istruzione trentina. Malfer ha sottolineato come il Trentino avesse registrato livelli di analfabetismo sensibilmente inferiori rispetto al resto d'Italia, invitando a ricavare dalla storia indicazioni anche per il futuro della scuola.
Dai banchi della maggioranza Antonella Brunet (Lista Fugatti) ha definito il ddl un compromesso tra quanto previsto dalla normativa nazionale e la proposta provinciale, riconoscendo anche alcune preoccupazioni sul possibile aumento del carico di lavoro degli insegnanti. Mariachiara Franzoia (Pd) ha invece ricordato le difficoltà vissute dal corpo docente, tra carenza di insegnanti di sostegno, perdita di attrattività della professione e sovraccarico amministrativo.
Nella parte finale della seduta il confronto si è concentrato ancora sul ruolo degli insegnanti e sul disagio giovanile. Parolari ha richiamato l'importanza di considerare la storia personale degli studenti, mentre Malfer ha sottolineato come il crescente disagio dei giovani non possa essere interpretato soltanto come la somma di singole difficoltà individuali. Kaswalder ha infine ricordato la complessità del lavoro degli insegnanti, sostenendo la necessità di riconoscerlo anche dal punto di vista economico.
A chiudere la giornata è stato l'intervento dell'assessore Mario Tonina, che ha chiesto una sospensione di quindici minuti per consentire un confronto all'interno della maggioranza. Il presidente Soini ha quindi chiuso la seduta. Con circa 550 ordini del giorno ancora sul tavolo, la battaglia sul ddl carenze è dunque tutt'altro che conclusa e tornerà nella prossima seduta.


