TRENTO. Sciopero dei lavoratori del porfido in Trentino dal 3 al 7 luglio. Lo hanno deciso i lavoratori riuniti oggi, venerdì 23 giugno, in assemblea per decidere sulle proposte ricevute dalla parte datoriale. A fronte di una richiesta delle organizzazioni sindacali del settore, Fillea Cgil e Filca Cisl, di 200 euro mensili da allocare su voci fisse della retribuzione, cifra uguale per tutti i livelli, Confindustria, Artigiani e Cooperazione - comunicano i sindacati in una nota - hanno offerto 80 euro da suddividere in tre parti: 40% sulle voci fisse e ricorrenti ( indennità di settore) 30% su mensa, trasporti e premio di risultato e 30% sul cottimo.

La reazione dei lavoratori è stata netta: «sui 200 euro non si tratta, sarà sciopero per una settimana. I lavoratori sostengono che il Ccpl non ha subito grandi aggiornamenti economici fin dal 92, quindi la questione non riguarda solo un ccpl scaduto al 2017 e valido per ultrattività fino al 2020, si tratta di recuperare la dignità di un settore che è il meno pagato del Paese. La paga giornaliera del settore escavazione minerali del nord est è più alta di circa il 25% e se parliamo di Paese la distanza è persino maggiore (ricerca dell'Università di Trento su dati Inps). E non è solo retribuzione, perché le condizioni di lavoro a volte rasentano l'indecenza».

Mancanza di acqua corrente in alcune cave, servizi igienici a volte fatiscenti, denunciano i sindacati. I lavoratori del porfido sono determinati a non cedere e attraverso le organizzazioni sindacali che li rappresentano organizzeranno presidi diversificati nella settimana di sciopero, dal 3 al 7 luglio, nelle zone delle cave e davanti agli uffici delle istituzioni.