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Un'altra mazzata per l'occupazione nella Vallagarina si sta minacciosa profilando all'orizzonte. Secondo voci solitamente bene informate ed addentro alle vicende sindacali, tra non molto anche la vecchia «Piave» come viene chiamato a Rovereto lo stabilimento della Pirelli, dovrebbe chiudere i battenti, lasciando sul lastrico i 350 dipendenti.
Mentre non si è ancora concluso nulla per la soluzione del caso SISMA e per il centinaio di operai che da sei anni attendono la definizione del loro posto di lavoro, mentre gravi nubi pendono ancora minacciosamente sui dipendenti delle officine ALPE e su quelli delle collegate FIRST International e Quarry, l’annuncio che anche la Pirelli è sulla strada della chiusura non rende certamente roseo questo 1980 per i lavoratori dell’intera vallata.
Si viene così, indirettamente, a confermare quanto era nelle previsioni dei più addentro alle segrete cose della produzione industriale che avevano pronosticato un calo occupazionale molto preoccupante, come stanno a dimostrare la crisi esistente o latente nelle aziende menzionate, senza tralasciarne altre quali la Roy Sky, le officine Rizzi, la Idraulica Polini che sono o morte definitivamente o certo in cattive acque.
In questo quadro certamente non confortante, si aggiunge ora la voce secondo la quale l’esperimento che era stato tentato alla Pirelli non sia giunto alle conclusioni volute tanto che la direzione centrale di Milano abbia deciso di chiudere gli impianti di S. Giorgio. Nei quali, è bene ricordare, si produceva il filato di cotone e ultimamente per il velluto che serve per essere inglobato nei prodotti gommosi, filato che ora viene sostituito con altre fibre di natura chimica che stanno soppiantando il prodotto di Rovereto.
L’annuncio di questa drastica misura dell’azienda milanese, sarebbe stato dato dall’amministratore delegato all’assessore provinciale all’industria Bazzanella ed all’Associazione industriali, nel corso di due incontri che ha avuto la scorsa settimana.
Notizia che, naturalmente, è già giunta anche ai lavoratori, ora seriamente preoccupati per questa prospettiva che va ad aggravare ulteriormente la già precaria e serissima situazione occupazionale in Vallagarina.


