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TRENTO. I complimenti, le battute, piccole e grandi attenzioni quotidiane che, con il passare del tempo, hanno messo a disagio la dipendente. La giovane donna, che soffre tutt'ora di uno stato di ansia, si è messa in malattia e poi è stata licenziata dalla clinica. Sulla vicenda che vede un medico indagato per stalking nei confronti della ex collaboratrice (l'Adige di sabato) emergono altri particolari.
Non solo c'era stato il regalo da 14mila euro (una collana con pietre preziose), ma nel periodo di collaborazione lavorativa l'uomo aveva invitato la dipendente in un ristorante stellato e nel giorno del suo compleanno aveva organizzato una festa in clinica, con torta personalizzata e palloncini. La giovane donna, insomma, si è trovata in difficoltà di fronte al comportamento del suo "capo" e si è messa in malattia.
Licenziata dallo stesso indagato, sarebbe stata da lui successivamente contattata affinché rientrasse al lavoro. Ma il comportamento del medico ha portato la donna ad intraprendere una causa di lavoro, in cui è stata assistita dall'avvocata Francesca De Padova, e poi a rivolgersi alla questura. L'estate scorsa il medico è stato raggiunto da un ammonimento orale per gli atti persecutori. Nel febbraio 2026 alla donna è stato riconosciuto l'annullamento del licenziamento.
Per il giudice Giorgio Flaim si tratta di un «licenziamento discriminatorio, adottato solo in relazione alla scelta della donna, nel suo esercizio del suo diritto all'autodeterminazione affettiva e sessuale, di non condividere lo stesso interesse sentimentale».
Secondo il giudice del lavoro, c'era dunque un fine amoroso nella condotta del medico. Quest'ultimo ha sempre negato di essere innamorato e l'ha ribadito anche davanti al gip nell'udienza dei giorni scorsi nell'ambito dell'indagine per stalking (il medico ha il divieto di avvicinamento alla donna).
Agli atti c'è anche il bigliettino lasciato sull'auto della vittima il giorno dell'udienza davanti al giudice del lavoro (vettura che, tra l'altro, la donna aveva appena sostituito) e il sospetto che sia stato lui a inviare i mazzi di fiori a casa dei genitori di lei, nell'ufficio dell'avvocata e nell'abitazione in cui la ex collaboratrice vive con il fidanzato. Le indagini proseguono.


