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TRENTO. La Uil Scuola di Trento interviene nel dibattito sul sul “Sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacità relazionali degli studenti nel secondo ciclo d’istruzione”, chiedendo «lucidità, consapevolezza e conoscenza profonda dell’esistente» e soprattutto «un metodo fondato sul rispetto e sul coinvolgimento della parte realmente competente, ovvero dei docenti». Pur condividendo «la necessità di una riflessione sul tema della valutazione e del recupero delle carenze», il sindacato contesta l’impostazione del disegno di legge.
Nel documento, la UIL Scuola afferma che il Ddl 75 «introduce nuove procedure, nuovi adempimenti e nuovi strumenti di controllo senza valorizzare né riconoscere il lavoro professionale che i docenti già svolgono quotidianamente», in un sistema che «prevede da anni azioni di recupero, di sostegno e di accompagnamento degli studenti». Una scelta che, secondo il sindacato, va nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati.
Particolare preoccupazione viene espressa sul monitoraggio delle carenze nel registro elettronico, definito «il fulcro di una comunicazione continua e pervasiva dei percorsi di recupero». Per la Uil Scuola questo approccio «trasmette da una parte una evidente mancanza di fiducia nell’operato dei docenti e dei consigli di classe» e dall’altra «riduce strumenti didattici e professionali a meri dispositivi di controllo burocratico», disconoscendo «uno degli obiettivi dichiarati in premessa ovvero la responsabilizzazione dello studente».
Il sindacato giudica inoltre «discutibile che si possa attribuire la carenza alla “capacità relazionale”» e segnala che l’obbligatorietà delle attività di recupero e le modalità di ammissione agli anni successivi «presentano margini di ambiguità tali da indebolire, anziché rafforzare, il patto educativo». La scuola, conclude la Uil Scuola, «non ha certo bisogno di nuove architetture procedurali», ma «di sburocratizzazione, di stabilità normativa, di investimenti strutturali», ribadendo che senza «un confronto sereno, autentico e rispettoso con i docenti» ogni riforma rischia di essere «inefficace, se non addirittura dannosa».


